Il Tirreno

Pontedera

La differenza di punti tra la coppia al vertice della serie D e le altre sta cominciando a essere importante e quasi incolmabile 

Quelle due squadre pisane fanno terra bruciata intorno

Roberto Grazzini
Quelle due squadre pisane fanno terra bruciata intorno

L’ANALISIUdite, udite, schieramenti della sfera di cuoio del Granducato. L’editto è chiaro. Nessuna pietà per chi vìola le terre del contado pisano. Le fameliche orde coi vessilli neroverdi e...

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L’ANALISI

Udite, udite, schieramenti della sfera di cuoio del Granducato. L’editto è chiaro. Nessuna pietà per chi vìola le terre del contado pisano. Le fameliche orde coi vessilli neroverdi e rossoblù sono ben lungi dall’aver placato l’imperioso bisogno di vittorie ed allori. Sangimignano si sbriciola nell’arena di viale della Rimembranza a colpi di clava e di fioretto, alla maniera di messer Maneschi e dal braccio, o meglio piede e testa, armati del bomber Brega (una dozzina precisa sono i suoi centri) e compagnia.

Mentre a Ponte ad Egola sono le blasonate truppe laniere di azzurro vestite a cadere nell’arguta trappola tattica di Masini, giovane Odisseo amante del gioco a servizio dello spettacolo e dell’individuo, pur bravo che sia, al servizio della squadra.

Alle spalle di Ponsacco e Tuttocuoio soltanto terra (calcisticamente) bruciata e una differenza di punti che inizia a diventare importante e preoccupante per gli altri con un’unica eccezione. Stiamo parlando dell’armata pedatoria della media e Alta Valle Lucchese del Ghiviborgo, guidate dal sanguigno condottiero Guido Pagliuca da Cecina, che nella disfida diretta per delineare chi ancora possa impensierire chi sta davanti, fa morder la polvere alla ridimensionata Pianese di Marco Masi.

Ancora a bersaglio il corazziere del sud Raffaele Ortolini, classe 1992, globe trotter dell’intera penisola (Mantova, Palmese, Isola Capo Rizzuto, Mazzara Del Vallo, Borgoamanero, Cittanovese con trascorsi pure al Pisa Beach Soccer) e che 13 gol non li aveva mai segnati neppure in un’intera stagione. Scendendo dall’Olimpo, il derby fra guelfi e ghibellini delle provincia fiorentina va al corsaro San Donato Tavarnelle, più attrezzato del muscolare Scandicci. Corrono forte pure le zebre viareggine (Bastia docet).

La chiusura è tutta per Vitaliano Bonuccelli, che con la Massese espugna il Malservisi di Gavorrano, un tempo reggia del suo regno incontrastato. Così è il football. —

Roberto Grazzini



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