La protesta
Il “sindaco” Simone Paolini vera sicurezza in porta di ritorno dalla Danimarca
CASTELFRANCO «Gli attaccanti vincono le partite, mentre i campionati sono vinti dalla difesa». Narra un vecchio motto pallonaro. Chissà se questa teoria può essere abbracciata pure dall’As...
CASTELFRANCO
«Gli attaccanti vincono le partite, mentre i campionati sono vinti dalla difesa». Narra un vecchio motto pallonaro. Chissà se questa teoria può essere abbracciata pure dall’As Castelfranco: i detentori del titolo regionale infatti possono vantare in rosa sia un grandissimo attaccante come Florenc Farruku, che un portiere di elevata caratura quale Simone Paolini. Di quest’ultimo, al contrario del genio albanese, si parla poco ma la sua storia è veramente curiosa: classe 1974 il portiere livornese è stato una vera colonna del Collesalvetti di mister Ilario Citi, squadra che nel 1994 vinse la Prima categoria subendo soltanto 11 reti. Tale prestazione valse a Paolini la chiamata dell’Aarhaus, squadra danese allora militante in Serie A, in cui militava pure l’ex Fiorentina e Udinese Martin Jorgensen. Purtroppo, Paolini non riuscì mai ad ambientarsi al massimo campionato danese e fu presto spedito in cadetteria: all’Horsens per esattezza. Qui riuscirà pure a debuttare, ma dopo poco tornerà in Italia per vestire la maglia del suo Collesalvetti dove con 300 presenze si guadagnerà l’appellativo di “sindaco”.
Da qualche anno, dopo aver smesso a certi livelli, Paolini è uno dei più grandi segreti dei successi dell’As Castelfranco: questa stagione non si è aperta nel miglior modo ma poter contare su un bagaglio di esperienza tale può essere una garanzia per il proseguimento del campionato. —
D.P.
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