Gioco
Dopo gli scatti di inizio torneo ora si viaggia a velocità ridotta
L’ANALISIDopo la corsa lanciata, il passo spedito e la velocità da crociera, il ritmo imposto in vetta al Granducato di Quarta Serie, è quello del simpatico bradipo, animaletto capace di percorrere...
L’ANALISI
Dopo la corsa lanciata, il passo spedito e la velocità da crociera, il ritmo imposto in vetta al Granducato di Quarta Serie, è quello del simpatico bradipo, animaletto capace di percorrere “ben” 0,24 chilometri orari, scientificamente provati, previo riposino di 19 ore buone.
Il Tuttocuoio frena paurosamente (0 punti in 2 gare). Il Ponsacco va leggermente più forte, ma senza scatti. Ciò non fa che accrescere il phatos e le emozioni, con le prime sei della fila raccolte in 4 punti. La scorsa settimana, fra le granitiche certezze, c’era il Ghiviborgo “marchiato” Guido Pagliuca, e tale è rimasta. Alla truppa lucchese basta poco, Seravezza docet, per risolvere un match (stavolta ci ha pensato Ortolini) ed è questo cinismo che mette paura alle big o presunte tali del torneo. Intanto in attesa che Roberto Malotti si liberi (per qualche ora al giorno) dai suoi impegni imprenditoriali di ristoratore e prenda pieno possesso della panchina del San Donato Tavarnelle, il buon Simone Gori, vice dell’esonerato Fusci ci ha preso gusto. Asfaltata la Sinalunghese all’ esordio, è uscito indenne dal campo della Pianese, squadra del momento. Forse Malotti il grembiule farebbe meglio a toglierselo prima. Rimanendo in velocità accettabili, a piccoli passi risale la china (e ci mancherebbe!) il baldanzoso Gavorrano in virtù del pari nel test fra convalescenti col Real Forte Querceta. Viareggio e Prato “festeggiano” il 65° derby a reti inviolate e a chiusura del discorso sul moto tutt’altro che perpetuo, rileviamo il totale immobilismo dell’Aglianese. Lo Scandicci, giustiziere dei neroverdi oltre a non aver ancora vinto una partita, tre gol tutti insieme li aveva segnati forse nella partitella in famiglia. Ad Agostino Iacobelli, successore di Fanani, il lavoro non mancherà . —
ROBERTO GRAZZINI
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