Gioco
Il Ponsacco passa a Walter Buonfiglio ma Massimo Donati rimane presidente
«Il cambio dovuto al bisogno di dare continuità al progetto avviato da due anni», dice il neo proprietario. Intanto i rossoblù oggi giocano a Sinalunga
ponsacco
Per il Ponsacco che cambia “titolare” è ora di tornare al successo. Oggi (ore 14,30), la truppa di mister Giovanni Maneschi va a Sinalunga (con Mazzanti e Doveri a disposizione, Caciagli squalificato) con un nuovo proprietario.
Da Massimo Donati a Walter Buonfiglio, un passaggio del testimone all’insegna della continuità al vertice dell’Fc Ponsacco 1920. Perché la famiglia Buonfiglio ha rilevato le quote di tutti i soci, eccezion fatta un modesto 2% che «rimarrà nelle mani del sottoscritto” come ha spiegato il presidente Massimo Donati nel corso della conferenza stampa a cui sono intervenuti, oltre allo stesso Buonfiglio, il ds Andrea Luperini e il direttore organizzativo Fabio Taccola. «Il passaggio è semplicemente dovuto alla necessità di dare continuità al progetto avviato due anni fa col mio ingresso in società, ma dal punto di vista dell’organigramma societario non cambierà assolutamente nulla – ha assicurato Buonfiglio – Massimo Donati rimarrà al mio fianco come presidente perché, oltre a essere una persona squisita, è anche un uomo che sa tanto di calcio e ne abbiamo bisogno. Io continuerò a fare l’amministratore delegato e tutti gli altri collaboratori proseguiranno nel lavoro e nelle responsabilità che hanno attualmente».
«Almeno fino a giugno l’assetto societario non subirà cambiamenti – ha confermato anche Donati – ringrazio di cuore chi mi è stato accanto e mi ha affiancato in questi sei anni e soprattutto ringrazio Walter Buonfiglio, l’artefice principale di tutto quello che abbiamo creato da due anni».
I progetti li ha delineati lo stesso Buonfiglio: «Mi domandate se vogliamo vincere il campionato? Certo che vogliamo provarci, anche se non sarà facile. Più di questo, però, c’interessa gettare le basi di una società in cui ambizione e solidità vanno di pari passo e sempre con un occhio alla comunità di cui facciamo parte». —
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