Sicurezza
La Coppa Sabatini torna a parlare la lingua spagnola
La 66ª edizione se l’aggiudica l’iberico Lobato, ma Visconti e Colbrelli hanno “rischiato” di fare il tris e finire nei record della corsa. Moscon ancora ok
La strada, ora, dalla Valdera prende la direzione dell’Austria. Dopo la due giorni con il Giro della Toscana a Pontedera e la 66ª Coppa Sabatini a Peccioli, il mondiale è la prossima fatica vera dei corridori (anche se domenica si corre il Trofeo Matteotti a Pescara). Con gli uomini più rappresentativi, assenti sulle nostre strade, Nibali e Aru, pronti a essere fondamentali per la conquista dell’iride da parte della nazionale italiana.
Certo, l’incognita non è poca cosa, ma c’è Gianni Moscon pronto a farsi vedere. La scalata del Monte Serra e la vittoria sul traguardo di via De Gasperi, mercoledì, e la prova sulle colline dell’Alta Valdera ieri lo hanno messo in evidenza. «La scalata per tre volte del Serra è stancante - dice il campione trentino prima della partenza a Peccioli - Oggi è una corsa per gente più veloce rispetto a ieri. Cercherò di far bene anche». Stava bluffando in partenza? Forse. Perché l’uomo della Sky si è classificato al terzo posto. E si è assicurato il memorial Alfredo Martini.
Ascolta soddisfatto a pochi passi, il ct Davide Cassani perché nella sua mente Moscon è già nell’elenco degli azzurri. Poi si dirige verso i ragazzi della Nazionale italiana pronti al foglio di partenza. Per tutti ha una frase di incoraggiamento e di motivazione, compreso Ficara, Capecchi e Casarotto. Non sarà che questi ragazzi che stanno andando così forte, chiediamo, ti creano ancora più dubbi per Innsbruck? «Beh non sei andato molto lontano dalla verità - commenta Cassani - ma meglio così». E non aggiunge altro, anche se il sorriso che fa vale più di mille parole.
Insomma la statale 12 dell’Abetone e del Brennero (che parte proprio da Pisa e arriva al confine austriaco) è pronta per essere percorsa per arrivare nella valle dell’Inn.
Intanto Peccioli ieri ha incoronato Juan Josè Lobato Del Valle, uomo della Nippo Vini Fanini, spagnolo. Così la Sabatini torna a parlare straniero dopo 3 anni. E parla ancora spagnolo visto che nel 2015 si impose Eduard Prades. Di sicuro non un nome di primissima fascia, l’uomo che non ti aspetti che lascia di stucco anche il pubblico nei pressi della fettuccia dell’arrivo, sorpreso anche della caduta a 400 metri dall’arrivo di Vincenzo Albanese che aveva preso un po’ di vantaggio sul gruppo. LO spagnolo ce l’ha fatta a resistere al ritorno del gruppo dove Sonny Colbrelli è finito davanti a tutti. Un altro secondo posto per il portacolori della Bahrain Merida, dopo quello dello scorso anno dietro a Andrea Pasqualon e la vittoria del 2016 e ancor prima quella del 2014.
Già, la Sabatini di ieri rappresenta anche un record mancato: quello delle tre vittorie. L’hanno cercata sia Colbrelli che Giovanni Visconti, gli unici che potevano aspirare a tanto. E finire così in un posto di rilievo nell’albo d’oro.
Anche ieri la corsa è finita in tv, Rai Sport canale 58, con le telecamere guidate da Stefano Brumotti. Un bel successo di immagine per la due giorni di ciclismo prof sulle nostre strade. Soddisfatto il deus ex machina Rossano Signorini anche per la presenza di pubblico su tutti i percorsi. —
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