Il Tirreno

Pontedera

Nota degli ultras della Brigata Neroverde  che appoggiano giocatori e società 

«Sempre al vostro fianco, ma anche noi vogliamo rispetto»

il comunicatoSostegno incondizionato, nessuna contestazione e collaborazione con la società. È questo il succo del comunicato ufficiale della Brigata Neroverde, gruppo degli ultras del Tuttocuoio....

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il comunicato

Sostegno incondizionato, nessuna contestazione e collaborazione con la società. È questo il succo del comunicato ufficiale della Brigata Neroverde, gruppo degli ultras del Tuttocuoio.

«Alla vigilia dell’inizio della nuova stagione – si legge – è nostra intenzione chiarire una volta per tutte alcune cose che abbiamo letto in questi ultimi due mesi sui giornali e sui vari social, che non tornano o che possono portare a fraintendimenti». Innanzitutto, viene ribadita la vicinanza dei tifosi. «Il nostro sostegno alla squadra e quindi all’attuale società non è mai mancato e mai mancherà – scrivono gli ultras – anche nei momenti più difficili o nei momenti di contrasto». Quindi, negata la contestazione alla società della patron Paola Coia, con la quale qualche screzio c’era stato nello scorso campionato. «Non capiamo perché ancora qualcuno insinui che siamo in contestazione – prosegue il comunicato – quando non lo siamo mai stati, se non per un paio di partite dello scorso campionato». Infine, il rapporto con la società. «Con la società abbiamo avuto un importante chiarimento a metà luglio – si legge – e a oggi i rapporti sono buoni, tesi a un unico obiettivo: ognuno, nel suo ruolo, deve fare il meglio per il Tuttocuoio». Un messaggio importante, di coesione e fiducia, che arriva alla vigilia dell’esordio della squadra di mister Masini.

I tifosi, poi, si rivolgono direttamente ai giocatori. «Alla squadra, seguita sempre in ogni allenamento e in ogni impegno, porgiamo i nostri ringraziamenti – scrivono – per come si è duramente allenata». Poi, una richiesta. «A tutti loro chiediamo sempre e comunque, nonostante il risultato del campo, di portare rispetto a chi rischia, viaggia per chilometri, spende soldi, torna a casa senza voce, rinuncia ad affetti e famiglia per sostenerli e incitarli per 95 minuti ogni maledetta domenica – continuano – e quindi, a fine partita, non dovrà mai far mancare il loro saluto ai tifosi e agli ultras, sia se dovessero ricevere in cambio applausi, sia se dovessero ricevere fischi». –



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