Sicurezza
Brega e il Ponsacco: torna a casa il bomber più amato «Sono qui per far bene»
PONSACCOUna manciata di minuti e subito il primo gol in rossoblù giovedi nell’amichevole con l’Urbino Taccola. Tanto è bastato per mandare in delirio il popolo rossoblù e rispolverare quei “vecchi”...
PONSACCO
Una manciata di minuti e subito il primo gol in rossoblù giovedi nell’amichevole con l’Urbino Taccola. Tanto è bastato per mandare in delirio il popolo rossoblù e rispolverare quei “vecchi” cori che l’hanno fatta da padrone al Comunale di via della Rimembranza per un biennio: “Tanto già lo so, segna Brega gol” .
Perché a Ponsacco è così: ci sono i bomber, quelli che hanno il gol nel sangue. E poi c’è Cristian Brega che, nella città del Ponte di Sacco, è molto di più. E il motivo lo spiega il centravanti di Pietrasanta il giorno della presentazione ufficiale, quella che ha sancito il ritorno del centravanti di Pietrasanta al club con il quale in due stagioni, fra il 2012 e il 2014, ha realizzato la bellezza di 42 reti, più di un quarto delle 148 realizzate in carriera in 300 partite. «Non faccio promesse anche perché non credo ce ne sia bisogno - dice - qua mi conoscono, sanno chi sono e quello che posso dare. Dico solo che io non mi sento solo un giocatore del Ponsacco, ma anche e soprattutto un tifoso: in questi anni in cui non ho indossato la maglia rossoblù è sempre stato il primo risultato che chiedevo alla fine della mia partita». Un amore reciproco, insomma, per niente attenuato dagli anni e dalla distanza. Volevano proprio lui il presidente Donati e l’amministratore delegato Buonfiglio che sorridono soddisfatti in occasione della presentazione del bomber e della nuova maglia personalizzata ufficiale Mizuno. E alla fine ce l’hanno fatta, «È il giocatore che ci serviva per completare il mosaico e, dunque, quando si è riaperta la possibilità di portarlo in rossoblù non ci abbiamo pensato due volte a dare il via libera all’operazione», sottolinea Donati.
«Che cosa cambia con questo nuovo arrivo? Che pensiamo di essere un po’ più forti di prima, ma non facciamo proclami e rimaniamo con i piedi ben piantati a terra - aggiunge - Il che, però, non significa nascondersi: abbiamo fatto investimenti significativi e siamo consapevoli di aver allestito un organico, sulla carta, importante per la categoria». —
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