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Mannini non si sente al tramonto e suona la carica con entusiasmo

Mannini non si sente al tramonto e suona la carica con entusiasmo

Nell’amichevole contro il Livorno è arrivata la prima rete del numero 7 granata «Voglio regalare soddisfazioni ai tifosi e tornare protagonista in attacco»

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Le amichevoli estive servono ai calciatori per mettere benzina nelle gambe e per dare i primi “morsi” al rettangolo verde. Emettere sentenze sulle potenzialità di una formazione prendendo in esame le partitelle pre-stagione è come giudicare un libro dalla copertina. Ma il calcio d’agosto lancia comunque dei segnali. E quello che Daniele Mannini ha inviato mercoledì sera ai tifosi granata nell’amichevole col Livorno, vinta 4-0 dagli uomini di Ivan Maraia, brilla di una luce che promette divertimento e soddisfazioni. Un calcio di punizione dal limite, una parabola dolce e beffarda, il primo gol con l’ennesima maglia della sua carriera, iniziata a Viareggio, esplosa in serie A con Brescia, Napoli, Sampdoria e Siena, e ora arrivata al capitolo Pontedera.

Mannini sta bene, lo dimostra la valanga di minuti giocati nei test match, e soprattutto vuole tornare protagonista in zona gol. «Nelle ultime stagioni – dice – ho ricoperto un ruolo che non ritengo adatto alle mie caratteristiche. Stare vicino alla porta mi dà stimoli ed entusiasmo, mi piace avere la possibilità di segnare, di saltare l’uomo nell’uno contro uno».

Entusiasmo. Quello che l’ex capitano del Pisa, che in nerazzurro è stato impiegato quasi in pianta stabile da esterno difensivo, ha portato nel mondo granata. Poche parole, tanta voglia di giocare. Perché a 34 anni, 35 il prossimo 25 ottobre, Daniele Mannini ha ancora tante sfide da vincere. La prima, contro chi lo considera un giocatore al tramonto. «Atleticamente sto bene, ma per me non è una novità. Sto legando bene col gruppo e mi sto divertendo. Il Pontedera mi ha cercato con determinazione e con euforia – racconta ancora Mannini – sono stato attratto dal progetto».

Nella goleada al Livorno ha trovato gloria anche Lorenzo Pinzauti, partner di Mannini nel reparto avanzato. «È la classica prima punta, si muove molto e cerca la profondità», va avanti il neo numero 7 granata. Uno che di ritiri estivi sulle spalle, ormai, ne ha parecchi. Ma che non ha perso umiltà e prudenza. «Non voglio pensare a dove possiamo arrivare – prosegue – preferisco concentrarmi su quello che è il nostro obiettivo numero uno, ovvero la salvezza. Dobbiamo amalgamare ancora il gruppo, costruire una grande struttura difensiva e poi cercare di sfruttare al massimo le occasioni per far male ai nostri avversari».

Un Pontedera formato battaglia. Con un condottiero in più, oltre ai senatori Vettori e Caponi. Mentre Maraia valuta se nominarlo come rigorista della prossima stagione – «Sceglierà lui, io i rigori in carriera li ho tirati spesso, sono a disposizione».

Mannini dà una sforbiciata al passato. «Ho giocato in molte squadre, ma ora ho una nuova maglia. Pisa è stata una parentesi bella, ma è il passato. Ho il Pontedera in testa e lavoro per far esultare i tifosi granata». –

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