Attenzione
Cecchino e atleta Bellini è iridato nello Shot Gun
Titolo mondiale nella specialità che unisce mira e forma fisica per il cascinese Davide Bellini, già concentrato sui prossimi impegni
CASCINA. Alla fine dei conti esiste anche un’Italia che partecipa ai campionati del mondo, e li vince pure. Colui che ha rappresentato il tricolore nel mondo è originario di Badia, frazione di Cascina, e si chiama Davide Bellini. Davide è una classe 1963 che di recente è stato impegnato in quel di Chanteroux, in Francia, dove ha vinto la medaglia d’oro del campionato mondiale di Shot Gun sia nella categoria senior della standard manual, sia nella competizione a squadre.
Ma come si pratica lo Shot gun? Pur non essendo uno sport molto conosciuto la sua origine è similare a quella del tiro a bersaglio; la differenza con quest’ultimo sta nel fatto che il tiratore debba essere sempre in movimento quando il bersaglio viene lanciato in aria e in maniera altrettanto dinamica deve essere pronto a caricare il colpo per sparare a un nuovo obbiettivo. Come è facile immaginare per praticare tale sport oltre che a una straordinaria prontezza di riflessi serve anche una certa forma fisica e attitudine al tiro. «Per due mesi ho fatto allenamento in bianco per due ore al giorno - dice Bellini - Con il termine “in bianco” si sottintende l’esclusivo caricamento dell’arma: devi essere bravo a stare in delle tempistiche molto rigide per poter colpire più bersagli possibili. Dal punto di vista alimentare invece ho cercato di abbattere quasi a zero il consumo dei carboidrati: per fare questo sport devi essere sempre in movimento perciò senza una condizione atletica adeguata potresti incappare in brutte figure».
Ma da dove nasce la passione per questa realtà? «Mi sono avvicinato a questo mondo ormai quasi 20 anni fa - aggiunge il neo campione del mondo - Inizialmente avevo iniziato usando anche la pistola ma al momento ho messo da parte tale passione per una questione di tempo». L’arma usata da Bellini infatti è un fucile a pompa calibro 12 e chi si fa carico di questo genere di arma è catalogato sotto la categoria “standard manual”. Al tiratore cascinese però nonostante la vittoria del secondo mondiale consecutivo, il primo era stato conseguito nel 2015 in Italia ad Agna, rimane un rimpianto.
«Purtroppo lo Shot gun non è considerato uno sport olimpico - continua - E forse non lo sarà mai per una questione di regolamento. Per colmare questo grosso risentimento non posso far altro che concentrarmi sui prossimi impegni: tra un mese sarò atteso alla finale del campionato italiano con uno score di tre vittorie e una sola sconfitta: se riuscirò a vincere di nuovo allora avrò grosse possibilità di confermarmi campione».
Dario Pellegrini
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