Il Tirreno

Pontedera

Dai Poggini alla Serie A

di Tommaso Silvi
Dai Poggini alla Serie A

L’avventura col Parma del ponsacchino Simone Iacoponi

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PONSACCO . Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno. Sì, è vero, con una massima così non si vince il premio per l’originalità. Ma queste sono soltanto parole. Quelle che sintetizzano al meglio la favola di Simone Iacoponi. Un ragazzone di 31 anni che dai “Poggini” presto toccherà il Paradiso della serie A. E pazienza se il viaggio programmato in Perù con la fidanzata Eleonora, per il momento, rimane chiuso nel cassetto dei progetti. I sogni costano. E per Simone Iacoponi questo è sicuramente un affare.

A sentirlo parlare viene da chiedersi se sia mai passato dalla Toscana, anche solo in autostrada. Nelle sue vene, però, scorre sangue ponsacchino. «L’accento l’ho perso, da troppi anni sono lontano da casa. Ma bastano pochi giorni con i miei amici per recuperarlo», spiega Simone, di professione calciatore. Più precisamente, difensore del Parma. Da poche settimane, giocatore di serie A. Un traguardo tagliato dopo anni di gavetta nei campionati minori, macinando partite e coltivando ambizioni. «Chi gioca a calcio non fa una brutta vita, anche se ogni mestiere ha i suoi lati oscuri. Sei costretto a trascurare le amicizie d’infanzia, non hai la possibilità di passare tanto tempo con i familiari. Rifarei tutto quello che ho fatto, sia chiaro – puntualizza – ma non è stata una passeggiata, ci sono stati anche momenti delicati». Passione, sofferenza e determinazione accompagnano la carriera dell’ex gioiellino del settore giovanile dell’Empoli, con cui si è tolto anche la soddisfazione di esordire in serie A, nella stagione 2006-2007. Ma quello fu solo un assaggio, un messaggio criptato del destino, che anche nel giorno più importante della sua vita ha voluto recitare la parte principale. Perché la favola del Parma, iniziata dopo il fallimento del club e la retrocessione in serie D, nell’estate del 2015, si è conclusa sul campo dello Spezia, all’ultima giornata del campionato di serie B. Quando il salto in A sembrava definitivamente sfumato. «Dovevamo vincere e sperare che il Frosinone non facesse lo stesso in casa contro il Foggia, che ormai non aveva obiettivi. Ci speravamo, ma sapevamo che serviva un miracolo», racconta il difensore centrale con Ponsacco nel cuore. Ma i miracoli, a volte, diventano realtà. Ed è proprio il momento in cui l’impossibile diventa possibile che crea un ricordo indelebile. Il Parma fa il suo dovere e batte lo Spezia, mentre a Frosinone il Foggia segna il 2-2 a un minuto dal 90’. «La nostra partita era finita, ma a Frosinone stavano ancora giocando. Ci siamo avvicinati al settore dei nostri tifosi, vivendo con loro minuti interminabili. Poi il loro boato, i componenti della nostra panchina a correre verso il campo indemoniati, il delirio. Ancora non riesco a realizzare cosa sia accaduto, ma so per certo che quegli attimi me li porterò dentro per sempre». Iacoponi si emoziona ancora. Ci vuole tempo a metabolizzare certe sensazioni. Monza, Cuoiopelli e Sudtirol, in serie C, con una parentesi in serie B a Empoli. Poi la promozione in B con l’Entella Chiavari nel 2014, tre campionati di B coi liguri e la scelta di scendere ancora una volta nel purgatorio della terza serie, nel gennaio del 2017. Con la croce sul petto. Il resto è storia attuale, col doppio salto in due stagioni. Senza dimenticare mai le sue origini. «Sono cresciuto giocando al campo sportivo dei “Poggini”, con il Rinascita Ponsacco. Tifo rossoblù e ho seguito la squadra, peccato che non sia arrivata la serie C. Quando sei in testa alla classifica – dice Iacoponi – le pressioni si fanno pesanti, e probabilmente il gruppo ha concesso qualcosa dal punto di vista psicologico. Il Ponsacco, comunque, ha fatto una grande annata».

I riflettori sulla serie B ora si sono spenti, ma quando fai del calcio una ragione di vita è difficile abbandonare il pallone. Anche per poco tempo. «Abbiamo continuato ad andare al centro sportivo insieme ai miei compagni a fare un po’di attività, qualche partitella. A passare il tempo. Ormai – rivela il centrale difensivo che ha condiviso il reparto con l’inossidabile Alessandro Lucarelli – siamo come una famiglia». Il tempo libero c’è, e finalmente Simone Iacoponi può dedicarlo anche a una delle sue più grandi passioni. «Amo pescare e appena posso prendo la canna e vado a rilassarmi. È un modo per non pensare – dice – per liberare la mente e scaricare ogni tipo di tensione». Stop alle partite, dunque, ma non alla dieta. Quella non va in vacanza. E Simone lo sa bene. «Cerco di differenziare il cibo, ma alla fine mangio sempre le stesse cose. Bresaola, fesa di tacchino, al mattino fette biscottate. Non sono un amante della pasta». Col Parma c’è un altro anno di contratto e il pensiero al rinnovo è inevitabile, tra una pescata e l’altra. «Prima di tutto spero di poter giocare la serie A col Parma, dove ho trovato un ambiente incredibile, il resto vedremo». Dribbling secco alla domanda sul suo futuro, che sicuramente non lo vedrà avventurarsi per il Perù. «Mi sarebbe piaciuto molto visitarlo – conclude la fidanzata Eleonora Tamberi, di Pontedera – ma abbiamo tempo per farlo. Il treno per la serie A, invece, passa una volta sola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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