La protesta
Pisa, novanta minuti per diventare grandi
Contro la Viterbese (ore 20,30) vittoria o eliminazione
PISA. Tutto in una notte, anzi in due ore scarse. Il Pisa stasera, davanti a un pubblico intenzionato a far diventare l’Arena una bolgia come in partite “storiche” contro Cesena, Monza e Foggia, ha novanta minuti più recupero (niente supplementari in ogni caso) per battere la Viterbese e rilanciarsi prepotentemente nella corsa per la B.
Basta una vittoria, con qualsiasi punteggio. Ma per ottenerla - e per scatenare l’entusiasmo dello stadio - bisognerà offrire una prestazione di tutto rispetto, ben diversa da quella molle e monocorde vista all’andata. L’avversario è di sicuro valore, e allenato da un mister esperto della categoria.
Guardiamo il lato positivo: la lucidità vista contro il Pontedera e la rabbia vista contro il Pro Piacenza sono due biglietti da visita promettenti, mentre la Viterbese in casa non ha fatto altro che capitalizzare l’allenamento fisico e mentale derivante dalle gare giocate nei due turni precedenti contro Pontedera e Carrarese mentre il Pisa era costretto dal calendario a disputare solo amichevoli. Ci vorrà il miglior Pisa, questo è sicuro: l’affetto del pubblico, e con esso il ruggito dell’Arena che ha deciso molte gare, va guadagnato e non dato sempre per scontato.
Qui Pisa. Petrone ha tutti a disposizione: il recupero di Lisuzzo e Filippini può prefigurare due novità in difesa, a centrocampo in molti mordono il freno ma è probabile che dalla cintola in su si partirà con lo stesso undici dell’andata. La raccomandazione sarà quella di cercare il fraseggio veloce anziché farsi prendere dalla frenesia dei lanci lunghi e centrali; il terreno dell’Arena si presta bene al gioco sulle fasce, dove Lisi e Di Quinzio possono fare la differenza.
L’avvio di gara al Rocchi a dire il vero era stato confortante; il grosso limite del Pisa di quest’anno è che se non riesce a sbloccare il risultato, o peggio ancora se prende gol, non si vede di solito quella forza di reazione e quella rabbia agonistica che contraddistinguono le squadre vincenti soprattutto in serie C, dove fenomeni, come giustamente ci diceva Silvio Baldini qualche giorno fa, se ne vedono difficilmente e casomai sono solo di passaggio.
Qui Viterbese. Fra gli avversari, la sostituzione dello squalificato Jefferson (un’assenza pesantissima) è la prima preoccupazione di Sottili. In ballottaggio per giocare al posto dell’ariete brasiliano ci sono l’eserto brasiliano Claudio De Sousa e il giovane e possente ghanese Bismark Ngissah. È ipotizzabile, ma non molto probabile, anche un cambio di assetto per giocare a specchio con il 4-4-2 del Pisa, oppure con il 5-3-2 con cui i gialloblù hanno concluso la partita d’andata: al di là dei normali proclami, si prevede che la Viterbese cerchi comprensibilmente di tenere bassi i ritmi di gara e cercare di conservare il prezioso 1-0 maturato tre giorni fa al Rocchi.
Il pubblico. Ieri sera risultavano ancora disponibili molti posti di tribuna, un centinaio di gradinata e una ventina di curva Nord. 7.200 i posti già assegnati, sarebbero stati di più senza il maltempo degli ultimi due giorni. Circa quaranta i biglietti venduti nel settore ospiti poco prima della chiusura della prevendita. Ma purtroppo non è il numero di spettatori, né il loro calore, che determina il risultato, anche se, come abbiamo visto, può dare una grossa mano se la squadra lo merita.
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Antonio Scuglia
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