Gioco
Finale di stagione thrilling con i team toscani in sofferenza
Poule scudetto, Coppa Italia, playoff e playout. Il menu della Quarta Serie è ancora ricco nonostante la stagione volga nostalgicamente al termine. Adesso in ballo è rimasto chi ha forti ambizioni o...
Poule scudetto, Coppa Italia, playoff e playout. Il menu della Quarta Serie è ancora ricco nonostante la stagione volga nostalgicamente al termine. Adesso in ballo è rimasto chi ha forti ambizioni o chi vuole a tutti i costi mantenere la categoria.
Cominciamo dai triangolari della poule scudetto, riservata alle vincenti dei nove gironi, già promosse in C, con la sfida tra Rimini e Albissola, le sterminatrici dell’armata toscana, che alla faccia del difensivismo hanno prodotto un 4-4 degno della miglior EreDivisie olandese. Chi andrà avanti, Vis Pesaro permettendo? Boh. Si chiude invece al civico 15 di viale Mazzini a Sanremo l’avventura delle incavalcabili e imprevedibili zebre viareggine. Nello stadio di mussoliniana memoria, inaugurato nel lontano 1930, il Viareggio ha provato a guastar le festa alla grande delusa della competizione, ma non c’è l’ha fatta. In finale playoff ci va la Sanremese grazie al gol di Lo Bosco. Dunque il club versiliese dal futuro prossimo tutto da decifrare, penalizzazioni per oneri non corrisposti comprese, si congeda onorevolmente dal campionato. In effetti il Viareggio con mezzi limitati ha fatto più e meglio di tante franchigie della costa ligure e dell’entroterra del Granducato.
Detto ciò, chi, se non il Ponsacco dei miracoli, tutto anema e core, dal gioco semplice e incisivo, alla genuina maniera di Giovannino Maneschi, poteva essere la migliore antagonista del blasonato club della città del bel campo e dei fiori. Poco importa se si è giocato al Leporaia di Ponte ad Egola a porte chiuse e poco importa se davanti c’era il Real Forte Querceta, una delle poche squadre capaci di espugnare l’arena rossoblù nell'annata. La vendetta è un piatto che si consuma freddo. E così il sanguigno Ponsacco batte in rimonta (e con l’uomo in più) i nerazzurri di Buglio e prepara borse e vettovaglie, per un altro viaggio sulla Riviera di Ponente.
Intanto, come ai sanguigni tempi dei Guelfi e dei Ghibellini, le due fazioni della casata fiorentina, Rignano e Scandici, divise da 35 km e da diverse culture calcistiche, si preparano alla sfida “fratricida” senza appello che garantisce un posto sicuro in D nel prossimo torneo. In attesa di una domenica “caliente”, vi consigliamo poi di non perdervi sabato alle “Due Strade” di Firenze la finale di Coppa Italia fra San Donato e Campodarsego. Vediamo se qualcosa resta in Toscana.
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