Cuoiopelli sconfitta ai rigori, in serie D vola il Sangimignano
Quattro errori su 5 tentativi dal dischetto per i biancorossi Sogno infranto per i tanti tifosi accorsi a Castelfiorentino
CASTELFIORENTINO. Rigori, maledetti. La Cuoiopelli resta a undici metri dal sogno di volare direttamente in serie D. Perdere così uno spareggio sa davvero di beffa, specialmente dopo aver condotto a lungo il girone A di Eccellenza. Ma quanti errori per i biancorossi nel momento cruciale della stagione, dopo lo 0-0 dei 90 minuti regolamentari e dei tempi supplementari. Un solo gol su cinque tentativi. Non che il Sangimignano abbia fatto meglio, realizzandone due appena. Ma tanto è bastato per dare il via alla festa sul terreno dio giorno e nel pezzo di tribuna del campo sportivo di Castelfiorentino, destinata ai tifosi neroverdi. Sconforto dall’altra parte per il popolo santacrocese che era arrivato in massa nella cittadina del Fiorentino (scelta come campo neutro). Non solo gli habituè del Libero Masini, ma anche la Fossa dei Lupi che colora i gradoni del PalaParenti nelle gare della squadra di pallavolo della cittadina conciaria. Tutti insieme per inseguire un sogno che, a guardare l’annata, sarebbe stato ampiamente meritato. Ma ripensando ai novanta minuti, ai tempi supplementari e, appunto, ai calci di rigore viene da pensare che il risultato finale dello spareggio sia giusto.
La formazione di Andrea Cipolli, infatti, è stata in apnea per lunghi tratti del primo tempo, lasciando campo e iniziativa agli avversari che, però, non sono riusciti a capitalizzare al meglio la supremazia in un pomeriggio cominciato con la pioggia e terminato con un caldo afoso che ha provocato stanchezza e crampi a tanti giocatori. Il Sangimignano ha costruito palle gol col palleggio e un atteggiamento tattico dispendioso, ma redditizio. Ai senesi è mancata solo la rete, anche se hanno reclamato in un paio di circostanze il calcio di rigore. Troppo isolato il centravanti biancorosso Andreotti per impensierire la retroguardia neroverde. Spesso spezzato in due lo schieramento di Cipolli che ha sofferto il continuo movimento di mediana e attacco e la difesa alta degli avversari.
Meglio nel secondo tempo la Cuoiopelli, quando è emersa la fisicità, mentre il livello di lucidità si abbassava vistosamente. Un equilibrio che, però, non ha prodotto azioni clamorose per i santacrocesi, mentre il tempo scorreva e la probabilità dei supplementari si faceva sempre più probabile.
In queste circostanze sono i nervi a giocare una parte importante del match e si è visto nella mezzora che ha preceduto i calci di rigore. Un solo tiro del neo entrato Cicali nel primo tempo supplementare e una traversa colpita da Rustioni, anche lui partito dalla panchina. La Cuoiopelli, invece, non è mai riuscita a impensierire Chiarugi.
Ma quando Cipolli ha fatto il cambio del portiere, Sollazzi per il titolare Morini, in molti hanno pensato che potesse essere la mossa giusta. La stessa che fece Van Gaal, allenatore dell’Olanda ai quarti di finale del Mondiale in Brasile nel 2014 contro Costa Rica , cambiando Cilessen con Krul. In quell’occasione finì bene per gli orange. Questa volta, invece, no. O meglio, il miracolo è quasi riuscito, visto che Federico Sollazzi ha parato due rigori dei quattro rigori calciati dal Sangimignano. Meglio ha fatto il suo collega Chiarugi che ne ha respinti tre, mentre è stato trafitto una volta ed è stato graziato da Mancini che ha calciato fuori.
Ora, i biancorossi dovranno ricaricare le pile in vista della finale playoff del 13 maggio. Anche se la delusione da smaltire è davvero enorme.
Andreas Quirici
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