Lutto
L’allenatore sconsolato: così non andremo da nessuna parte
AREZZO. Stavolta la prova generale per i playoff è stata enormemente al di sotto delle attese di Mario Petrone. Più forte la voglia di salvezza dell’Arezzo contro un Pisa sicuro del terzo posto....
AREZZO. Stavolta la prova generale per i playoff è stata enormemente al di sotto delle attese di Mario Petrone. Più forte la voglia di salvezza dell’Arezzo contro un Pisa sicuro del terzo posto. «Una non partita. Se posso usare una parola per descriverla è rammarico. Non abbiamo fatto quanto studiato. Dobbiamo sempre fare la partita e non intestardirci coi lanci lunghi. Per gran parte della gara non lo abbiamo fatto. Quando ci affidavamo al fraseggio andavamo meglio, portavamo più uomini in avanti».
Quanto ha inciso il caldo?
«È una componente da considerare. Abbiamo tirato il collo col Pontedera e oggi non stavamo al 100%. Conosciamo il nostro stato fisico, e anche per questo tenere la palla è sempre meglio. Non dobbiamo fasciarci la testa ma prenderne atto».
L’Arezzo era più motivato?
«Non è una questione di motivazioni, altrimenti prendevamo cinque gol. Abbiamo avuto solo un’occasione su Ferrante ma non possiamo dire. Dovevamo chiudere la stagione nel migliore dei modi. Sono contento di chi è entrato. Se non siamo quelli delle ultime domeniche non abbiamo vita lunga nei playoff».
Per Giuseppe Corrado Il Pisa «non ha giocato una partita alla sua altezza. Forse sono contate di più le motivazioni dell’Arezzo. Per noi era una partita di passaggio ma abbiamo fatto troppo poco anche se il secondo posto restava molto difficile».
Rimpianti per non aver lottato fino alla fine per vincere il campionato?
«Nessun rimpianto per le scelte, i playoff saranno stressanti e avremo una sosta prolungata».
Cosa si aspetta adesso?
«Di vincere i playoff e andare in B, abbiamo costruito una squadra per vincere e possiamo ancora farlo».
Andrea Chiavacci
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