«Pisa, fuori la grinta nei playoff»
Parla il doppio ex Daniele Chiarini: «Ad Arezzo sarà una partita piena d’insidie»
PISA. Un grande difensore di oggi è cresciuto fianco a fianco con un grande difensore di ieri. In gioventù Andrea Lisuzzo ha condiviso una stagione con Daniele Chiarini (baluardo nerazzurro nel 2006-07), a Martina Franca nel 2004-05.
Chiarini, cosa ci racconta del giovane “Sindaco”?
«Era già allora un buon giocatore, molto concentrato, con doti fisiche e reattività».
Ora lei sta muovendo i primi passi da allenatore...
«Ho allenato per due mesi il Badesse, formazione senese, in Eccellenza. Purtroppo pochi giorni fa abbiamo perso ai playout dopo i supplementari».
Segue l’Arezzo?
«Sono aretino e ho giocato nell’Arezzo in B, in C2 e a fine carriera in D. Secondo me il Pisa è atteso da una partita difficile, contro una compagine ben organizzata. L’Arezzo ha un buon allenatore e tanta fame».
Pisa ed Arezzo hanno avuto disavventure simili...
«Anche a Pisa ci sono state società ambigue, ma in questo momento noto maggiore solidità, sebbene ancora non siano arrivati risultati ottimali. I tifosi sognavano il primo posto, ma ancora è aperto il discorso playoff».
L’impressione è che l’Arezzo tecnicamente valga più di tante squadre che parteciperanno ai playoff...
«Ha buoni giocatori che, senza tutte le vicissitudini societarie, avrebbero potuto ambire ai playoff. Mi aspetto un bel derby sotto il profilo agonistico. All’Arezzo servono i 3 punti per la salvezza. Ha pagato le troppe partite ravvicinate, ma ora deve dare il massimo perché mancano solo due gare».
Del Pisa cosa ci dice?
«La squadra ha acquisito qualcosa in più con Petrone. Anche a Livorno ha giocato meglio della formazione di casa. Auguro ai nerazzurri di arrivare alla promozione, a Pisa ho lasciato un pezzo di cuore».
Un pezzo di cuore ed anche un ginocchio, in una trasferta ad Ivrea...
«Ho dovuto subire tre operazioni e nel giro di un anno e mezzo mi sono trovato dall’essere un giocatore corteggiato in serie B a dover continuare la carriera nelle categorie inferiori, perché non ero più il calciatore di prima».
La squadra di oggi sembra l’opposto della sua...
«È più tecnica. Noi siamo stati una delle formazioni più toste della storia. Farci gol era difficilissimo. La porta per noi era come la mamma e la difendevamo tutti insieme, con rabbia e concentrazione».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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