Lutto
Pisa: Pazienza in bilico e squadra in ritiro
Situazione incerta, nessun annuncio ufficiale. Voci su Padalino e Petrone se saltasse la panchina
PISA. Dal confronto notturno fra la dirigenza, lo staff di Michele Pazienza e i giocatori dopo il tracollo casalingo con la Carrarese non è scaturito l’esonero del tecnico ma, per il momento, la decisione del pugno duro contro la squadra, sotto forma di ritiro anticipato per la partita di giovedì a Gorgonzola, forse dalle parti di Novara. La situazione, ancora in divenire, ieri sera si poneva in questi termini, dopo l’annullamento della seduta di allenamento a San Piero a Grado. L’umiliante ko con i giallazzurri ha posto la società davanti a un bivio: fare un ultimo tentativo per ricompattare la squadra, apparsa sfilacciata anche psicologicamente, o cambiare guida tecnica e iniziare con largo anticipo a preparare i playoff. Ieri sera il portale alfredopedulla.com inquadrava così la situazione: «Riflessioni in corso da parte della proprietà, valutati i profili di Mario Petrone e Pasquale Padalino. Quest’ultimo era stato sondato già la scorsa estate, ma è ancora sotto contratto con il Lecce. La trasferta ravvicinata, giovedì in casa della Giana Erminio, potrebbe rappresentare l’ultima ciambella di salvataggio per Pazienza, ma la sua posizione è a rischio».
Altre ipotesi sul piatto, non peregrine, sarebbero il ritorno di Carmine Gautieri, che conosce bene potenzialità e limiti della squadra, e la chiamata di Stefano Cuoghi, che da mesi è in città e gode (meritatamente) della stima di Giuseppe Corrado e della tifoseria. Cuoghi fra l’altro da allenatore ha riportato i nerazzurri fra i professionisti otto anni fa lasciando gli spiccioli al Carpi, e ha pagato l’anno successivo una colpa non sua, cioè la miope decisione del club di chiedere (e pagare anche) il ripescaggio in C1 senza avere una squadra all’altezza del doppio salto.
I PLAYOFF. Ma quando inizieranno i playoff per i nerazzurri? Fino a poco tempo fa ci eravamo illusi che il Pisa, se non fosse arrivato primo, sarebbe entrato in gioco nella prima o nella seconda fase nazionale, come terza o seconda classificata (1° turno domenica 20 maggio e ritorno mercoledì 23 maggio, 2 ° turno mercoledì 30 maggio e ritorno domenica 3 giugno). Ma ora il secondo posto è lontanissimo e anche il terzo è a forte rischio. Nominalmente abbiamo questa situazione: Livorno 60, Robur Siena 58, Pisa 52, Viterbese 50, Carrarese e Alessandria 46, Monza 42, Giana Erminio 41. Quindi il Pisa oggi è terzo. Ma è anche l’unica squadra del gruppo di testa ad aver giocato 31 partite: il Livorno, l’Alessandria e il Monza ne hanno giocate 29, tutti gli altri 30. E se il Pisa non torna a correre, anzi se non inizia a correre, può facilmente ritrovarsi il 5 maggio in quarta, quinta o sesta posizione. Il che vorrebbe dire, nelle due ultime ipotesi, partire dagli scomodi playoff del girone e dover superare due turni prima di approdare alla fase nazionale, ritrovandosi in un calderone che potrebbe prendere l’avvio fin dall’11 maggio.
LA TRASFERTA LOMBARDA. A Gorgonzola Pazienza riavrà Sabotic che rientra dalla squalifica e forse Masucci. A disposizione anche Petkovic, ma è difficile ipotizzare per lui una maglia da titolare dopo le buone prestazioni offerte da Voltolini. Di sicuro il Pisa non incontrerà un avversario indiavolato come la Carrarese, che gli ha dato una sonora lezione anche in tema di furore agonistico per vendicare il furtarello dell’andata: su quel piano, oltre che su quelli dell’organizzazione di gioco e della brillantezza fisica, all’Arena non c’è stata partita. Ma il derby è passato e la squadra deve rialzare la testa: riuscirci oppure no sta all’amor proprio dei giocatori.
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