Sicurezza
La prossima missione della squadra nerazzurra è “riconquistare” l’Arena
I tifosi del Pisa sono delusi: quasi 1500 spettatori persi in meno di un mese Dopo il blitz pesante di Pistoia, servono conferme contro la Carrarese
PISA. A Pistoia i nerazzurri hanno vinto con pieno merito. Non è che si sia visto il calcio bailado, ma c’era in campo finalmente una squadra che sa cos’è la serie C, compreso il suo armamentario di falli, trucchi e furbizie. Perché se la classe non è sopraffina, anche con il carattere si può fare qualche punto in più. Peccato solo per l’ingenuità finale di Sabotic, ragazzo che sta crescendo molto e la cui assenza peserà nel derby con la Carrarese.
Al Melani c’erano circa 800 tifosi del Pisa, fra settore ospiti e tribuna. Ed è proprio ai tifosi - o meglio a riconquistare la loro stima - che bisogna guardare ora. Non è retorica, è una constatazione, che vedete riassunta nel grafico in alto a destra e raffigura il pubblico all’Arena nelle ultime tre partite: dai 7.118 di Pisa-Lucchese a un calo di oltre mille unità (6.083) per vedere Pisa-Alessandria, e a un ulteriore scivolone in Pisa-Piacenza (5.643). Va da sé che si tratta di numeri comunque imponenti per la categoria. Sempre facendo riferimento al deludentissimo dato di Pisa-Piacenza non è difficile notare (dati: www.stadiapostcards.com) che comunque per diciassette avversari su diciotto sarebbe stato il record stagionale di presenze. L’unica altra squadra che fa dei numeri importanti nel girone A è la capolista Livorno: media stagionale 5.316 (contro i 6.608 dell’Arena), gara più seguita il derby con la Lucchese (7.147), ma a parte quella gara, solo martedì scorso è stata superata quota seimila, in occasione di Livorno-Siena (6.012 per la precisione). Una curiosità: la media spettatori all’Arena supera la somma (6.597) di quelle casalinghe di Arzachena (387), Cuneo (709), Gavorrano (417), Giana (708), Pistoiese (1.265), Pontedera (773), Prato (466), Pro Piacenza (476) e Viterbese (1.396). In sostanza, mezzo campionato.
Ora, il punto è che questo pubblico imponente per la categoria spesso viene dato per scontato, non solo dagli osservatori esterni ma anche dall’ambiente. E invece non lo è. Il pubblico pisano è paziente e comprensivo se vede la grinta in campo e l’umiltà fuori, la capacità di calarsi nella categoria di appartenenza (sull’impegno non ci sono reali dubbi, perché chi gioca male e perde fa del male in primis a se stesso e alla propria carriera): molti giocatori che in maglia nerazzurra o in tutta la carriera non hanno mai visto la A e la B, come Niccolini e Paolo Andreotti (giusto per fare un paio di nomi fra i primi che vengono in mente) sono amatissimi in città a differenza di tanti campioni viziati che abbiamo avuto in alcuni di quei campionati.
Il Pisa di Corrado parte da un patrimonio affettivo importante, la squadra però non deve sperperarlo come ha fatto negli ultimi mesi, non solo per i risultati ma per l’atteggiamento arrendevole in alcune gare. Contro la Carrarese, sabato, si prevede di tornare sopra quota seimila. E vedremo se il blitz di Pistoia è stato un fuoco di paglia o un vero risveglio.
Antonio Scuglia
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