Il Tirreno

Pontedera

Pontedera, se ci sei comincia a vincere

Tommaso Silvi

Scontro diretto domani alle 18,30 contro il Pro Piacenza

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PONTEDERA. Attento Pontedera, perché dietro di te corrono forte. Il gruppo di squadre che occupa il fondo della classifica ha alzato i giri del motore. Ma i granata no. Anzi, la banda di mister Ivan Maraia viaggia col freno a mano pericolosamente tirato. Serve un’inversione di tendenza. Da compiere alla svelta. Perché alla fine del campionato mancano otto partite e il discorso salvezza deve ancora essere chiuso.

Il pari di sabato a Grosseto, contro il Gavorrano, è già materiale per le statistiche. La testa, ora, deve essere tutta per lo scontro diretto col Pro Piacenza, in programma domani alle 18, 30 al Mannucci. Servono tre punti. Da conquistare a ogni costo. Prima di tutto segnando, magari su azione, come non accade in campionato dal successo interno contro la Lucchese del 30 dicembre scorso.

Calendario. Il calendario del Pontedera non è dei migliori, ma ha comunque buoni margini per essere “sfruttato” a dovere in chiave salvezza. Gli scontri diretti sono tre, Pro Piacenza, Cuneo e Prato, e due di questi i granata li giocheranno di fronte ai propri tifosi. Le altre cinque partite del rush finale di Caponi e compagni sono con formazioni della media e alta classifica: Siena e Carrarese al Mannucci, Monza, Pisa e Viterbese, all’ultima giornata, in trasferta. I punti da fare per potersi ritenere salvi sono almeno sei. Impresa non impossibile, ma sicuramente difficile. Col Gavorrano potevano essere tre punti pesanti, ma il palo colpito da Caponi all’ultimo minuto, su calcio di rigore, ha negato il bottino pieno. La vittoria comincia a essere un ricordo troppo lontano per il Pontedera, che deve riprendere velocemente un buon passo per raggiungere quanto prima la permanenza in categoria.

Ritmo. Nelle ultime quattro partite il Pontedera, tra le ultime cinque formazioni della classifica, è quella che ha il ruolino di marcia peggiore. Meglio dei granata ha fatto anche il fanalino di coda Prato, che sabato sera ha pareggiato con la Pistoiese nello storico derby.

Solo due punti per i granata: meglio Prato (4), Gavorrano (5), Cuneo (5) e Lucchese (5). Il ritmo nei bassifondi si sta alzando. Nessuno vuole retrocedere e la lotta comincia a farsi serrata. E ora che torna in corsa anche l’Arezzo, cui è stato concesso l’esercizio provvisorio, e che quindi, salvo clamorosi ribaltoni, arriverà alla fine del campionato, occorre togliersi in fretta dalla palude delle ultime sei-sette posizioni. Per scivolare basta un attimo, ma risalire è durissima.

Tornando ai numeri, e considerando sempre le ultime quattro gare di campionato, il Pontedera ha avuto il rendimento peggiore del torneo, insieme al Pisa. Un calo ci può stare, soprattutto alla luce di un febbraio denso di impegni, ma ora deve essere ritrovata in fretta la strada giusta, fatta di punti e, soprattutto, di gol.

Astinenza. Anche a Gavorrano il Pontedera ha segnato grazie a un calcio piazzato. Di positivo, però, c’è il fatto che i ragazzi di Maraia hanno confezionato diverse palle gol, andando a vicini alla rete in più di un’occasione. Bene, quindi, i granata dal punto di vista dell’intensità e della qualità della manovra, ma male per ciò che riguarda la concretezza. Maritato, dopo l’acuto con l’Olbia del 4 febbraio scorso, si è fermato e a poco a poco, anziché entrare nei meccanismi di gioco granata, sembra quasi che abbia compiuto il percorso inverso. Opaco, poco incisivo e spesso e volentieri distante dalla porta. Le qualità e il curriculum non si discutono, neppure la serietà del ragazzo, che sta dimostrando di essere un professionista, amante del lavoro e sempre pronto al sacrificio. Ma servono i gol. Ora più che mai. A tal proposito fa ben sperare l’ottimo spezzone giocato da Pinzauti a Grosseto. Serve vita nel reparto avanzato del Pontedera. E gol, naturalmente.

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