Sicurezza
Pontedera messo ko da una Pistoiese strapiena di grinta
Il tecnico Maraia ha puntato sul 3-5-2 nonostante l’assenza di un mediano vero, ma purtroppo ha perso la scommessa
PISTOIA. Le scommesse si vincono e si perdono. Sono così. Se vinci hai fatto il colpaccio, altrimenti rischi di farti del male. Maraia a Pistoia ha scommesso sul 3-5-2 nonostante l’assenza di un mediano vero, vista la squalifica di Caponi. E si è giocato tutto su Grassi nel cerchio di centrocampo. Ma non finisce qui. L’altra puntata il tecnico dei granata l’ha fatta su Posocco, di mestiere laterale destro, posizionandolo in attacco, insieme a Raffini.
I tre gol subiti dal Pontedera nel primo tempo del Melani parlano chiaro. Esperimento fallito. Non era facile per Maraia, è vero. Oltre a Caponi erano fuori anche Maritato, anche lui squalificato, e Calcagni, out per infortunio. L’ex vice di Indiani ha provato a stupire il maestro. E non ce l’ha fatta. Tanto di cappello per il coraggio, anche se non basta per portare via punti da Pistoia.
Caos. La sagra degli ex, se ne contano sei tra panchina e titolari, si apre con il monologo letale degli arancioni. Hamlili e Luperini giganteggiano in mediana mandando fuori giri Grassi, Gargiulo e Spinozzi. Tofanari, invertito dopo un quarto d’ora di gioco con Corsinelli, è in serata no, e sulla destra fa una grande fatica con Picchi. I primissimi minuti sono promettenti per il Pontedera, che al 5’ passa in vantaggio col colpo di testa di Posocco: l’arbitro annulla inspiegabilmente. La partita dei granata finisce qui.
Allerta meteo. L’uragano Orange dura diciassette minuti e sgretola la banda di Maraia. Al 17’ Tofanari perde ingenuamente palla sulla destra, Vrioni ringrazia e serve Picchi, che a sua volta trova Minardi sul secondo palo rasoterra: gol facile facile. Al 28’Regoli inzucca sugli sviluppi di un calcio d’angolo e trova il miracolo di Contini, che però non può nulla sulla ribattuta da due passi di Ferrari. La tempesta si chiude con la rete di Picchi al 34’, messo davanti alla porta da Ferrari dopo uno svarione della difesa granata. Il Pontedera arranca, cerca di rialzarsi, di organizzarsi. Ma non c’è niente da fare. Gli uomini di Indiani mangiano il campo, corrono ovunque, sono imprendibili. Raffini in avanti non vede mezzo pallone giocabile, Posocco vaga tra le linee cercando di rendersi utile, senza successo. Il triplice svantaggio alla fine del primo tempo è quasi una sentenza. Ricadute psicologiche, o fisiche, della semifinale di Coppa Italia di martedì scorso con l’Alessandria? Chissà. Di fatto il Pontedera va al riposo come un pugile suonato.
Reazione. Un tentativo di reazione da parte dei granata c’è e si materializza all’inizio del secondo tempo. Una raffica di calci d’angolo e il gol sfiorato, prima su una mischia in area risolta dalla difesa della Pistoiese, poi con un paio di traversoni insidiosi. Il Pontedera, però, è fragile. Ferrari al 19’ rischia di firmare il poker, scongiurato solo da un controllo maldestro dell’argentino che agevola l’uscita rasoterra di Contini.
Largo ai giovani. Nel finale di gara, quando le speranze di rimonta rasentano lo zero, Maraia concede uno scampolo di partita ai giovanissimi Benericetti, classe 2000, e Borgioli, nato nel 1999. Gli ultimi minuti della partita sono un lento avvicinarsi al fischio finale, con poche emozioni e molta voglia di andare sotto la doccia. Pinzauti segna il 3-1 a cinque minuti dalla fine delle ostilità, ma la rete viene annullata per fuorigioco. Poi cala il sipario sul Melani e il Pontedera può finalmente lasciare il campo. Se dopo l’Alessandria serviva una risposta di carattere, ora serve un vero e proprio ruggito d’orgoglio sabato alle 16, 30 in casa del Gavorrano.
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