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Pontedera

«Pontedera, serve il cuore» Giovannini suona la carica

di Tommaso Silvi

Il direttore generale parla della semifinale di Coppa Italia con l’Alessandria «Sono più forti, ma noi possiamo fare l’impresa. Maraia? Sta facendo bene»

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PONTEDERA. Ma come si fa a non aver voglia di scrivere la storia? Come si può rimanere impassibili di fronte alla possibilità di giocarsi una finale di Coppa Italia? Impresa impossibile. Anche per l’equilibratissimo Paolo Giovannini. A sei giorni dalla semifinale di ritorno con l’Alessandria, dopo lo 0-0 dell’andata, il direttore generale esce allo scoperto: «Per noi disputare una partita del genere è fantastico. Abbiamo dimostrato di potercela giocare alla pari, dobbiamo provarci. Loro sono più forti, noi dovremo avere più cuore. Partiamo dallo 0-0, siamo obbligati a vincere».

Coppa che fa rima con sogno, ma anche con sacrificio. «Senza gli impegni infrasettimanali avremmo avuto almeno tre o quattro punti in più. Si lamentano del turnover Juve e Napoli, figuriamoci se non ha ricadute su di noi la Coppa Italia. In questo caso – prosegue Giovannini – devo fare i complimenti a mister Ivan Maraia per come ha gestito la squadra nelle due competizioni. Ha iniziato la sua avventura in estate in punta di piedi e sta dimostrando tutto il suo valore».

La rotazione applicata dal tecnico ha consentito a molti giocatori di crescere. Tre esempi su tutti: Biggeri, Tofanari e Paolini. «Biggeri ha sfoderato belle prestazioni, credo che sia pronto a diventare il titolare del futuro. Tofanari è migliorato molto, Paolini ad Alessandria ha disputato una grande partita».

Oggi il Pontedera torna in campo per preparare il big match di martedì 6 marzo alle 18, 30 al Mannucci. La società, intanto, ha diffuso sui social network una locandina celebrativa dell’appuntamento, che invita tutta la città allo stadio a sostenere i granata. Guai, però, a sottovalutare il campionato:

«Il prossimo fine settimana osserviamo un turno di riposo, ma poi ripartiamo con due trasferte decisive in chiave salvezza: Pistoiese e Gavorrano. Se andassimo in finale di coppa accetterei anche una salvezza con un posizionamento non brillantissimo, ma se usciamo – dice Giovannini – dobbiamo subito rimboccarci le maniche e lasciarsi almeno sei o sette squadre dietro di noi».

Nella settimana in cui in casa granata tutti rincorrono la suggestione della coccarda tricolore sul petto, il dg alza parzialmente il velo sulle strategie in vista del mercato estivo: «Valuteremo le posizioni di Rossini e Maritato, dal quale mi aspetto un grosso miglioramento di condizione nelle prossime gare. Prima, però, dovremo costruire il nostro solito zoccolo di giovani».

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