Il Tirreno

Pontedera

«Smetto col nuoto ma non è un addio»

«Smetto col nuoto ma non è un addio»

Filippo Ceccotti, 17 anni, ha deciso di interrompere l’attività agonistica Dalla chiamata in nazionale allo stop: «Ho bisogno di una pausa»

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PONTEDERA . «È un momento particolare, con diversi impegni e molte cose che mi girano per la testa. Niente di grave, sto benissimo e sono felice. Ho deciso che per ora è meglio staccare la spina». Sereno, deciso e diretto. Filippo Ceccotti viaggia come un missile spiegando il perché della sua decisione.

A tutta birra, senza fermarsi, come era abituato a fare in piscina. Almeno fino a settembre. E pensare che nell’aprile scorso era stato convocato dalla nazionale di nuoto, in particolare da Walter Bolognani, tecnico federale responsabile delle squadre giovanili, per la Coppa Comen, a Gezira, sull’isola di Malta. Sembrava l’inizio di una favola, per Filippo, che invece ha deciso di mettere da parte, almeno per il momento, cuffia e occhialini. Forse un eccessivo accumulo di stress per il campioncino pontederese, che passava le sue giornate in acqua. E che, improvvisamente, ha sentito la necessità di cambiare vita.

«Un po’ mi manca la piscina – confessa Ceccotti – anche se mi sto godendo il tempo libero e gli amici. Avevo raggiunto un livello molto alto e l’impegno era veramente importante». Il primo amore, però, non si scorda mai. E con l’acqua, per Filippo Ceccotti, è stato un vero e proprio colpo di fulmine.

«Ogni tanto vado in piscina a nuotare, per me è anche un’occasione per rivedere gli istruttori e gli amici che mi sono fatto durante gli anni». E mentre alla Dimensione Nuoto, società sportiva per cui gareggiava il 17enne capace di stregare la nazionale, sperano in un ripensamento, Filippo si prepara a ritirare un premio per le sue brillanti prestazioni nel 2017.

La consegna avverrà sabato pomeriggio a Livorno. «Probabilmente andrò e ritirerò il riconoscimento, credo sia giusto così. Per il momento spero solo che venga rispettata la mia decisione, tanto non serve insistere e cercare di convincermi. In questo momento – spiega Ceccotti – sono sicuro che sia giusto interrompere l’attività agonistica».

Addio o arrivederci? Difficile dirlo ora, anche se dopo anni passati a controllare il cronometro e a infilzare bracciate in vasca, l’idea di abbandonare le gare per sempre fa un certo effetto. Anche a Filippo, che lascia uno spiraglio di speranza: «Chissà, magari un giorno potrei ricominciare. Per ora non penso al futuro, ma soltanto a vivere il presente».

Tommaso Silvi

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