La manifestazione
Pontedera senza paura, è un pari d’oro
Granata indenni al Moccagatta, Grassi spreca l’occasione per il colpaccio. La qualificazione si deciderà il 6 marzo al Mannucci
ALESSANDRIA. Il Pontedera può farcela. Di sicuro, deve crederci. L’esame Moccagatta è andato. Ed è andato bene. Tutto è ancora in gioco. La storia resta lì, a portata di mano. A 90 minuti dall’essere scritta. In casa. Di fronte al proprio pubblico. E pensare che il pari di Alessandria potrebbe stare addirittura stretto ai granata, che hanno avuto la palla gol più limpida della semifinale di andata della Coppa Italia di Serie C. Gigio Grassi, tornato finalmente a sfiorare i livelli dei tempi d’oro, però, ha trovato il palo sulla strada tra lui e la gloria. Ma va bene così. Anzi, va benissimo così. Ora tocca ai ragazzi di mister Maraia sfruttare al massimo la possibilità di giocarsi la gara di ritorno, quella decisiva, sul proprio terreno di gioco.
E poi tocca alla città, ancora troppo tiepida nei confronti di una squadra che, nelle ultime cinque gare, tra campionato e coppa, ha battuto due capolista, Livorno e Padova, vinto con l’Olbia, e fermato due formazioni con un monte ingaggi di gran lunga superiore, come Arezzo e Alessandria. Come diceva George Clooney in un noto spot televisivo di un’azienda di caffè: “What else? ” . Tradotto: “Cos’altro? ”.
Gigi, oh Gigi. Sta bene si vede fin dai primi minuti. Corre alle spalle di Pinzauti, tocca un mare di palloni ed è sempre pronto a dare una soluzione di passaggio ai compagni.
Signore e signori, Gigio sta tornando. O meglio, è quasi tornato definitivamente. Al 19’sfiora la rete da buona posizione, un minuto più tardi, invece, se la divora: Giosa pasticcia e gli regala il pallone, il numero 10 granata si trova uno contro uno con Vannucchi, spara col piattone ma colpisce il palo. A girare, però, oltre a Grassi, è tutto il Pontedera. Romiti in retroguardia è un mastino, Tofanari parte col freno a mano tiratissimo, ma poi si scioglie e svolge bene il suo lavoro. Calcagni è imprendibile anche per l’eterno Gazzi. Caponi è il solito cane da guardia della mediana. Due gli acuti dei grigi nella prima frazione. Fissore al 12’si inventa un tiro cross e trova la smanacciata di Biggeri, che si ripete, bloccando in tuffo, al 21’, sulla conclusione non irresistibile, ma insidiosa, di Chinellato. A fine primo tempo, ai punti, meritano di più i granata.
Maturità. Nella ripresa c’è da aspettarsi un ruggito d’orgoglio dell’Alessandria, che infatti arriva puntuale. Fissore di testa sfiora la rete sugli sviluppi di una punizione-corner di Bellazzini, che al 17’ incorna di testa da due passi ma trova l’intervento contro le leggi della fisica di un Biggeri versione celestiale. Nonostante il forcing degli uomini di Marcolini, che butta nella mischia Fischnaller, Russini e Barlocco per incrementare la spinta, il Pontedera non traballa. Maraia rileva Romiti, ammonito, inserendo Risaliti, poi quasi in contemporanea toglie Pinzauti e Corsinelli per Maritato e Spinozzi. Il 6 marzo alle 18,30 i granata si giocano la finalissima. E l’Alessandria farebbe bene a sentire almeno un brivido lungo la schiena.
Dagli uffici. È convocata per oggi alle 12, 45 nella sala consiliare di Palazzo Stefanelli, e non allo stadio, come comunicato in un primo momento, la conferenza stampa per annunciare il rinnovo del direttore generale Paolo Giovannini e la decisione di rimanere al timone del club da parte del presidente Paolo Boschi. Una location suggestiva, per una notizia che gli sportivi granata aspettavano da settimane.
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