Sicurezza
Pazienza: per le mie scelte non guardo i nomi
Pisa, il tecnico presenta la sfida di domani con l’Arzachena: potremmo cambiare modulo e interpreti
PISA. «Quando devo scegliere non posso guardare al nome ma pensare alla squadra». Michele Pazienza alla vigilia della sfida con l’Arzachena difende le sue scelte e le prestazioni recenti del Pisa, in cerca della vittoria che in trasferta manca da tre mesi e per riscattare la strada giusta dopo il 2-2 col Prato. Dubbi soprattutto in difesa dove sono incerti Carillo, Ingrosso e Petkovic.
Dopo la gara col Prato il tecnico disse che voleva riguardare il match per capire cosa non era andato. Che lezioni ha tratto da questa partita?
«Abbiamo analizzato i gol per capire dove soffriamo e correggere errori evitabili. Sappiamo che dobbiamo stare più attenti».
È stata un’occasione persa da parte della squadra?
«Siamo un corpo unico. Sono pronto a prendermi le mie responsabilità e se ci sono state colpe sono anche mie. La partita l’ho rivista e sono convinto che i ragazzi sono stati bravi a recuperare il doppio svantaggio. Si dice che alla squadra manca la capacità di reagire, ma non sono d’accordo, abbiamo pareggiato e creato altre occasioni e poi anche nel finale con il loro portiere che è stato decisivo. Confermo i complimenti ai ragazzi».
Con l’Arzachena cambierà modulo e interpreti, soprattutto a centrocampo?
«Abbiamo lavorato anche in questo senso. Mancano due allenamenti, vediamo come arrivare al meglio per domenica».
Dipende anche dal recupero di alcuni difensori?
«Ingrosso ha preso una botta e Carillo ha un problema all’adduttore. Anche Petkovic è in dubbio ma sta risolvendo il problema al ginocchio che lo tiene fuori da tempo».
Pensa a una difesa a tre?
«Vediamo chi recuperiamo al 100%, poi deciderò».
Che si aspetta coi sardi?
«Sono forti in casa, fuori hanno continuità. Sono ordinati difendono bene. Sono bravi nelle ripartenze e che si inseriscono bene tra le linee con Curcio».
Dove si decide la sfida?
«Dovremo esser bravi a chiudere gli spazi tra le linee perché. L’obiettivo è recuperare tutti i giocatori e mettere in campo la miglior formazione».
La squadra ha sempre problemi nel finalizzare anche sulle palle inattive. È un aspetto che state curando?
«Sfruttiamo poco queste situazioni. Nella mia gestione siamo andati in gol a gioco fermo solo a Carrara e con l’Arezzo. È una soluzione alternativa che dobbiamo sfruttare».
La rinuncia dall’inizio a Mannini e a Di Quinzio hanno fatto clamore. Perché?
«Mi dispiace per chi resta fuori, ma quando chiedo di avere due titolari per ogni ruolo qualcuno resta fuori. Vi soffermate sempre sui soliti nomi, ma nessuno mi chiede di Maltese che è un altro giocatore importante. Non posso guardare al nome, ma fare scelte in base alle risposte dei giocatori in settimana».
Lisi sta dando quello che si aspettava?
«Può fare di più, ma è quel giocatore che in rosa non avevamo e mi permette di attaccare gli spazi con più distanza».
Davanti la coppia Negro-Ferrante l’ha convinta?
«Possono fare meglio, ma serve tempo soprattutto per Ferrante che è nuovo e ha avuto due buone occasioni».
Gucher sta diventando il leader che cercava in mezzo?
«Spero ci sia più di un leader e credo che di leader ne abbiamo tanti. C’è bisogno di più giocatori che possano essere un riferimento per gli altri».
Andrea Chiavacci
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