Il Tirreno

Pontedera

il punto sul campionato di serie d 

Rimini ormai irraggiungibile, Sanremese distratta dal festival

di ROBERTO GRAZZINI

Nei due gironi di quarta serie la lotta al vertice affascina come la salita di un bradipo su un albero. Però la passionale terra fra il Mar Ligure e l’Adriatico ha sempre qualcosa da offrire. Girone...

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Nei due gironi di quarta serie la lotta al vertice affascina come la salita di un bradipo su un albero. Però la passionale terra fra il Mar Ligure e l’Adriatico ha sempre qualcosa da offrire.

Girone D. La sagoma del Rimini è ormai indistinguibile per il resto della comitiva. L’orda biancorossa espugna anche il “Fedini”, roccaforte della Sangiovannese, mentre il sorprendente Villabiagio vince il platonico spareggio fra le seconde col Fiorenzuola, in fase involutiva, e l’Imolese per non smentire la meritata “fama” di incompiuta, fa pari in casa col Romagna Centro. Ennio Flaiano sosteneva che i giorni da circoletto rosso nelle vita di un individuo sono al massimo quattro o cinque. E nella lotta per la salvezza in questo girone potrebbe essere stato uno di quei giorni. Il merito è della Colligiana di Carobbi, che battendo lo Sporting Trestina tiene le ultime sette della fila nello spazio di cinque lunghezze. Ragion per cui possono ancora sperare la cenerentola Sansepolcro, ammesso che migliori la media di un punto in cinque gare, e il Tuttocuoio, che stecca la gara più importante della stagione. Chi invece tira il classico sospiro di sollievo sono il buon Masi e la sua Pianese. Il blitz di Forli vale almeno mezza iscrizione alla serie D del prossimo anno.

Girone E. Frastornata dalle melodie del vicino palco dell’Ariston, la Sanremese, svogliata prima della classe, non va oltre il pari casalingo con l’Argentina, giudiziosa ultima della fila. Poco importa, perché per l’ennesima volta, il dream team della Riviera di Ponente, approfitta del campanile fra i club di quella parte del Granducato. L’immenso Pietro Mennea tenne al riparo il suo record dai colossi afroamericani per 17 anni. Il Real Forte Querceta, ha retto 14 gare (11 succcessi e 3 pareggi) che sono comunque tante ed è caduta per mano del San Donato, dal roster faraonico e dalla classifica anemica, pur priva di Caciagli (dal peso specifico di Pelè ai Mondiali del ’58). Così al secondo posto torna l’immarcescibile Ponsacco targato Maneschi (1-1 a Finale). Il Seravezza si conferma squadra da playoff, vincendo al 90’ il derby-spareggio con la Massese. In coda il Ghiviborgo si ricorda di avere squadra e mezzi per non stare lì e affossa la Rignanese. Ricade lo Scandicci e Carlo Caramelli da Santa Croce, terzo mister del Montecatini della stagione, dà almeno gioco e contegno ai termali, battuti ad Albissola.

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