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Bonini, il livornese con la laurea... da leader del centrocampo

Bonini, il livornese con la laurea... da leader del centrocampo

PONTEDERA. Qualche anno fa Giorgio Chiellini, attuale difensore della Juventus e della Nazionale, si esprimeva così in difesa della onestà intellettuale dei propri colleghi: «Quello dell’ignoranza...

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PONTEDERA. Qualche anno fa Giorgio Chiellini, attuale difensore della Juventus e della Nazionale, si esprimeva così in difesa della onestà intellettuale dei propri colleghi: «Quello dell’ignoranza dei calciatori è un luogo comune da sfatare: alcuni di noi sono laureati e molto preparati nel loro ambito specialistico».

Chissà cosa avrà pensato a tal proposito Dario Bonini, trequartista della Pecciolese nonché laureato in scienze politiche. «Personalmente parlando, il calcio, in gioventù, è stato vissuto come un lavoro, ma in seguito ho capito di dover perseguire anche altre strade», esordisce il veterano classe 1982. Di lui il diesse Alessandro Donati ha dichiarato che «poteva sicuramente ambire a categorie superiori nel corso della carriera». Ma a tal proposito Dario non sembra far una piega: «Ho avuto le mie occasioni e ho cercato sempre di sfruttarle al meglio: ho giocato in serie D con Fucecchio e Armando Picchi per poi ritagliarmi uno spazio importante fra i campionati di Eccellenza e Promozione». Diventando anche bandiera di quasi tutte le squadre per cui ha giocato (Atletico Etruria in particolare. «La verità è che sono l’incubo del mister Fabio Natali - scherza - Ormai sono anni che lo seguo verso ogni meta». Regalandogli però anche molte gioie: l'ultima di esse è stata la rete del momentaneo pareggio con Albinia. «Dico la verità: di tutte le squadre in cui ho giocato la Pecciolese in pochi mesi è riuscita a ritagliarsi un posto speciale nel mio cuore. Sarà perché sono presenti 14 livornesi come me, sarà perché stiamo disputando un campionato sopra ogni aspettativa, ma mi sono innamorato di questo posto». Arrivato a 36 anni si inizia a pensare al ritiro? «Non credo: il fisico mi permette ancora di poter dire la mia. Una volta appese le scarpe al chiodo però mi vedo come allenatore». (d.p.)

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