Sicurezza
Natale amaro per i granata Serve un pronto riscatto
Il ko rimediato ad Alessandria pesa sulla classifica e sul morale del gruppo Contro la Lucchese mister Maraia dovrà anche sciogliere alcuni nodi tattici
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PONTEDERA . È stato un Natale amaro per il Pontedera. E non semplicemente per la sconfitta di Alessandria, ma per come è maturata e per quello che rischia di rappresentare nello spogliatoio. Perché una battuta d’arresto, in casa di una squadra che nella scorsa stagione ha sfiorato la serie B, ci può stare. Ma perdere tre a zero dopo venti minuti del primo tempo è un’altra cosa. E fa male. Nel morale dei tifosi e nella testa dei giocatori.
Un fiume di disattenzioni, una reazione caratteriale appena abbozzata. No, non è questo il Pontedera che tutti si aspettavano sotto l’albero. Impaurito, fragile e confuso, come quello che nelle prime sette giornate di campionato ha racimolato appena un punto. Lontano anni luce, invece, da quello che negli ultimi due mesi ha fermato sul pari le big del torneo e vinto quasi tutti gli scontri diretti in chiave salvezza. Per fortuna, però, il calendario non si ferma. Il campo aiuta. Anche e soprattutto a dimenticare. Sabato alle 18,30 i granata scenderanno sul terreno di gioco del Mannucci contro la Lucchese: per fare punti e allontanarsi dalla zona calda della classifica, ma soprattutto per assorbire la cinquina rimediata al cospetto di Gonzalez e compagni. Obiettivo numero uno rimettersi in carreggiata, poi però ci sarà da fare anche una valutazione profonda, che dovrà compiere mister Ivan Maraia. Perché il ko coi grigi assomiglia a quello, altrettanto roboante, in casa della Carrarese, del 26 novembre scorso.
In quel caso i granata arrivarono al Dei Marmi falcidiati dalle assenze. La prova, comunque, fu un pelo migliore rispetto a quella offerta in Piemonte. E poi c’è l’aspetto tattico. Gigio Grassi e Massimiliano Pesenti possono giocare insieme? Una domanda che pareva scontata a inizio stagione, quando i tifosi sognavano pensando al potenziale del tandem offensivo. Ma che, ora, tanto scontata non lo è più. Il numero 10, nonostante sia ancora una dei giocatori più forti della categoria, sente sulle spalle il peso degli anni, 34, e quello di una serie di infortuni gravi, come la lesione del tendine d’Achille e, subito dopo, lo stiramento al polpaccio, che lo hanno colpito negli ultimi tempi. “Pesegol”, invece, si dà un gran da fare, ma forse ha bisogno di una trottola impazzita che corra accanto a lui, che gli crei spazi e gli offra una soluzione di passaggio, in special modo quando si trova in possesso della sfera con le spalle alla porta. Pinzauti quando è stato utilizzato ha fatto bene, potrebbe essere l’uomo rivelazione. Quel regalo tanto desiderato consegnato in extremis. Che trasforma un Natale amaro in una notte di sogni e speranze.
Un fiume di disattenzioni, una reazione caratteriale appena abbozzata. No, non è questo il Pontedera che tutti si aspettavano sotto l’albero. Impaurito, fragile e confuso, come quello che nelle prime sette giornate di campionato ha racimolato appena un punto. Lontano anni luce, invece, da quello che negli ultimi due mesi ha fermato sul pari le big del torneo e vinto quasi tutti gli scontri diretti in chiave salvezza. Per fortuna, però, il calendario non si ferma. Il campo aiuta. Anche e soprattutto a dimenticare. Sabato alle 18,30 i granata scenderanno sul terreno di gioco del Mannucci contro la Lucchese: per fare punti e allontanarsi dalla zona calda della classifica, ma soprattutto per assorbire la cinquina rimediata al cospetto di Gonzalez e compagni. Obiettivo numero uno rimettersi in carreggiata, poi però ci sarà da fare anche una valutazione profonda, che dovrà compiere mister Ivan Maraia. Perché il ko coi grigi assomiglia a quello, altrettanto roboante, in casa della Carrarese, del 26 novembre scorso.
In quel caso i granata arrivarono al Dei Marmi falcidiati dalle assenze. La prova, comunque, fu un pelo migliore rispetto a quella offerta in Piemonte. E poi c’è l’aspetto tattico. Gigio Grassi e Massimiliano Pesenti possono giocare insieme? Una domanda che pareva scontata a inizio stagione, quando i tifosi sognavano pensando al potenziale del tandem offensivo. Ma che, ora, tanto scontata non lo è più. Il numero 10, nonostante sia ancora una dei giocatori più forti della categoria, sente sulle spalle il peso degli anni, 34, e quello di una serie di infortuni gravi, come la lesione del tendine d’Achille e, subito dopo, lo stiramento al polpaccio, che lo hanno colpito negli ultimi tempi. “Pesegol”, invece, si dà un gran da fare, ma forse ha bisogno di una trottola impazzita che corra accanto a lui, che gli crei spazi e gli offra una soluzione di passaggio, in special modo quando si trova in possesso della sfera con le spalle alla porta. Pinzauti quando è stato utilizzato ha fatto bene, potrebbe essere l’uomo rivelazione. Quel regalo tanto desiderato consegnato in extremis. Che trasforma un Natale amaro in una notte di sogni e speranze.
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