Sicurezza
Il Pontedera riprova a strappare i 3 punti
Brucia l’1-1 con la Viterbese, sabato scontro con l’Alessandria
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PONTEDERA. Un po’ come Sisifo, i granata, quando ormai tutto sembra volgere al meglio, si ritrovano a dover ricominciare. La pena inflitta da Zeus al re di Corinto, letta con gli occhi del tifoso, ben rappresenta le ultime prestazioni dei pontederesi: quando il pesante macigno dei 3 punti sembrava sulla cima del monte, il gol al 90’ più spiccioli del “Tevez uruguagio”, Kevin Mendez, lo ha fatto rotolare nuovamente a valle.
Così con la Viterbese, così con i cugini del Pisa un paio di settimane fa. I due punti di domenica, sfumati a un centinaio di secondi dal triplice fischio, avrebbero spinto il Pontedera a una sola lunghezza dalla zona playoff. E di più: avrebbero permesso alla formazione di Maraia di giocare, sabato ad Alessandria, con due risultati su tre a disposizione. Sì, perché mentre Vettori & C. impattavano sul muro della Viterbese, i grigi piemontesi sbancavano il Fratelli Paschiero di Cuneo con i gol di Nicco e Russini, e il Pro Piacenza domava la Lucchese con Alessandro. Così, ormai entrati nel girone di ritorno, i granata si ritrovano a pari punti con altre tre (Alessandria e Pro Piacenza appunto, oltre all’Arzachena, in caduta libera) e nessun margine di sicurezza che li separi dagli spareggi per la salvezza.
Pensare che, con quei 4 punti persi negli ultimi istanti di gioco con Pisa e Viterbese, il Pontedera occuperebbe oggi l’ottava posizione. Joseph “Dandy Don” Meredith, giocatore di football americano degli anni Cinquanta e Sessanta, avrebbe detto che se i “se” e i “ma” fossero caramelle e noccioline, avremmo tutti un felice Natale. Vero, ma il Pontedera, al di là della protasi del periodo ipotetico, ha comunque la chance di godersi, davvero, un felice Natale.
Al Moccagatta di Alessandria, i granata dovranno far finta di essere tornati ai minuti immediatamente successivi alla punizione vincente di Grassi: dopo il vantaggio, infatti, il Pontedera ha dimostrato di saper tenere testa alla Viterbese, formazione tra le più in forma. Serve dunque riprendere il discorso lasciato in sospeso domenica, per battere l’Alessandria e prendere una bella boccata d’ossigeno. Come in alta montagna. Dove i granata devono riportare il masso e, per una volta, non farselo sgusciare.
Pietro Mattonai
Così con la Viterbese, così con i cugini del Pisa un paio di settimane fa. I due punti di domenica, sfumati a un centinaio di secondi dal triplice fischio, avrebbero spinto il Pontedera a una sola lunghezza dalla zona playoff. E di più: avrebbero permesso alla formazione di Maraia di giocare, sabato ad Alessandria, con due risultati su tre a disposizione. Sì, perché mentre Vettori & C. impattavano sul muro della Viterbese, i grigi piemontesi sbancavano il Fratelli Paschiero di Cuneo con i gol di Nicco e Russini, e il Pro Piacenza domava la Lucchese con Alessandro. Così, ormai entrati nel girone di ritorno, i granata si ritrovano a pari punti con altre tre (Alessandria e Pro Piacenza appunto, oltre all’Arzachena, in caduta libera) e nessun margine di sicurezza che li separi dagli spareggi per la salvezza.
Pensare che, con quei 4 punti persi negli ultimi istanti di gioco con Pisa e Viterbese, il Pontedera occuperebbe oggi l’ottava posizione. Joseph “Dandy Don” Meredith, giocatore di football americano degli anni Cinquanta e Sessanta, avrebbe detto che se i “se” e i “ma” fossero caramelle e noccioline, avremmo tutti un felice Natale. Vero, ma il Pontedera, al di là della protasi del periodo ipotetico, ha comunque la chance di godersi, davvero, un felice Natale.
Al Moccagatta di Alessandria, i granata dovranno far finta di essere tornati ai minuti immediatamente successivi alla punizione vincente di Grassi: dopo il vantaggio, infatti, il Pontedera ha dimostrato di saper tenere testa alla Viterbese, formazione tra le più in forma. Serve dunque riprendere il discorso lasciato in sospeso domenica, per battere l’Alessandria e prendere una bella boccata d’ossigeno. Come in alta montagna. Dove i granata devono riportare il masso e, per una volta, non farselo sgusciare.
Pietro Mattonai
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