La manifestazione
Settore giovanile nerazzurro al top
Il presidente Corrado: «La nostra struttura fa invidia in categorie superiori»
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PISA. Grande partecipazione per la strenna natalizia del settore giovanile del Pisa Sc svoltasi nella sala congressi del Nai’r. Il presidente Giuseppe Corrado, insieme ad una delegazione della prima squadra composta da Michele Pazienza e dai calciatori Alessandro De Vitis, Samuele Birindelli e Giulio Favale, ha voluto porgere alle promesse nerazzurre e alle loro famiglie gli auguri per le festività natalizie. A fare gli onori di casa, prendendo per primo la parola e chiudendo la serata, è stato proprio Corrado, che ha speso parole al miele per il settore giovanile nerazzurro («ce lo invidiano squadre di categoria superiore»), sottolineandone l’importanza e confermando con orgoglio la coraggiosa decisione di rilevare il Pisa.
Pazienza, promosso dalla Berretti alla prima squadra dopo l’esonero di Gautieri, è tornato sulla scelta della società di confermarlo: «Affidare la guida della prima squadra ad un tecnico giovane è stato coraggioso, ma è un messaggio per i giovani che indossano la maglia nerazzurra». Il tecnico ha dato un consiglio ai ragazzi, invitandoli ad avere passione ed a concentrarsi sull’arricchimento del proprio percorso per avere meno rimpianti possibili. Dopo le parole del presidente e del tecnico, carrellata di foto, sorrisi e applausi scroscianti per tutte le squadre del settore giovanile, chiamate sul palco una ad una a ritmo di musica dallo speaker Marco Guidi.
Ad alternare la passerella dei protagonisti del vivaio nerazzurro (dai Primi Calci alla Berretti, passando per le ragazze della squadra femminile) le parole dei calciatori De Vitis, Birindelli e Favale, i quali hanno sottolineato l’importanza di divertirsi giocando a calcio, sia quando si è piccoli, sia quando le responsabilità aumentano. Sul concetto del divertimento è tornato anche il responsabile del settore giovanile, Luca Giannini: «Ora è il vostro momento. I ragazzi hanno qualità, è stato fatto un lavoro certosino e il tempo ci darà ragione».
Chiusura con il botto con tutti i tesserati in posa per la mega foto con il pandoro (rigorosamente targato Pisa Sporting Club) e l’inno che rimbomba nella sala. Nerazzurrini scatenati nel chiedere selfie a Birindelli (classe 1999) e Favale (classe 1998), due pisani che, dopo la trafila nel settore giovanile, hanno coronato il sogno di giocare nella squadra della loro città.
Alessandro Marone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Pazienza, promosso dalla Berretti alla prima squadra dopo l’esonero di Gautieri, è tornato sulla scelta della società di confermarlo: «Affidare la guida della prima squadra ad un tecnico giovane è stato coraggioso, ma è un messaggio per i giovani che indossano la maglia nerazzurra». Il tecnico ha dato un consiglio ai ragazzi, invitandoli ad avere passione ed a concentrarsi sull’arricchimento del proprio percorso per avere meno rimpianti possibili. Dopo le parole del presidente e del tecnico, carrellata di foto, sorrisi e applausi scroscianti per tutte le squadre del settore giovanile, chiamate sul palco una ad una a ritmo di musica dallo speaker Marco Guidi.
Ad alternare la passerella dei protagonisti del vivaio nerazzurro (dai Primi Calci alla Berretti, passando per le ragazze della squadra femminile) le parole dei calciatori De Vitis, Birindelli e Favale, i quali hanno sottolineato l’importanza di divertirsi giocando a calcio, sia quando si è piccoli, sia quando le responsabilità aumentano. Sul concetto del divertimento è tornato anche il responsabile del settore giovanile, Luca Giannini: «Ora è il vostro momento. I ragazzi hanno qualità, è stato fatto un lavoro certosino e il tempo ci darà ragione».
Chiusura con il botto con tutti i tesserati in posa per la mega foto con il pandoro (rigorosamente targato Pisa Sporting Club) e l’inno che rimbomba nella sala. Nerazzurrini scatenati nel chiedere selfie a Birindelli (classe 1999) e Favale (classe 1998), due pisani che, dopo la trafila nel settore giovanile, hanno coronato il sogno di giocare nella squadra della loro città.
Alessandro Marone
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