Sicurezza
il personaggio in primo piano
Caciagli, il capitano coraggioso che trascina la Cuoiopelli
SANTA CROCE. Troppe volte il mondo vive di stereotipi: uno dei più in voga è quello che indica nei calciatori persone “montate” o poco proposnsi alla fatica.Simone Caciagli non è niente di tutto...
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SANTA CROCE. Troppe volte il mondo vive di stereotipi: uno dei più in voga è quello che indica nei calciatori persone “montate” o poco proposnsi alla fatica.
Simone Caciagli non è niente di tutto questo: pur avendo ancora un’età che potrebbe permettergli di coronare tutti i propri sogni sportivi (classe 1989) ha deciso di limitare la sua passione per abbracciare un lavoro soddisfacente e che possa dare un futuro stabile a lui e alla sua famiglia. «Da un po di tempo, oltre a essere il capitano della Cuoiopelli, sono un rappresentante di caffè», esordisce. Ma come è maturata tale decisione? «È maturata dal mutamento dei tempi. Quando hai una famiglia ti rendi conto di avere altre priorità». Eppure la carriera di Simone ha vissuto sempre su binari ben più alti dell’Eccellenza. «Sì, ho vissuto molti anni tra i professionisti: ricordo con particolare piacere l’esordio a 18 anni nel Pisa di mister Giampiero Ventura, un’emozione unica. Dopodiché ho girato un po’ tutta l’Italia, da Melfi fino ad Alessandria, con una piccola sosta pure a Pontedera, dove sono stato benissimo - precisa- Quell’anno, 2009/10, avremmo pouto fare un grande campionato di Serie D ma la presenza di squadre come Pisa e Carpi ci proibì ogni sogno di gloria e decisi perciò di dire addio ai colori granata».
E ora la Cuoiopelli. «Sono a Santa Croce per la serietà della società e delle persone che la compongono: vedere una squadra di questo blasone in Eccellenza è un peccato, la piazza merita la D, se non la serie C e farò di tutto per portarcela». Buttando un occhio pure alle giovani promesse santacrocesi: «Qui ci sono ragazzi che hanno le qualità per diventare dei veri calciatori: se non riesco a far arrivare uno come Andreotti tra i professionisti la colpa me la prendo io». Firmato Simone Caciagli, capitano esemplare.(d.p.)
Simone Caciagli non è niente di tutto questo: pur avendo ancora un’età che potrebbe permettergli di coronare tutti i propri sogni sportivi (classe 1989) ha deciso di limitare la sua passione per abbracciare un lavoro soddisfacente e che possa dare un futuro stabile a lui e alla sua famiglia. «Da un po di tempo, oltre a essere il capitano della Cuoiopelli, sono un rappresentante di caffè», esordisce. Ma come è maturata tale decisione? «È maturata dal mutamento dei tempi. Quando hai una famiglia ti rendi conto di avere altre priorità». Eppure la carriera di Simone ha vissuto sempre su binari ben più alti dell’Eccellenza. «Sì, ho vissuto molti anni tra i professionisti: ricordo con particolare piacere l’esordio a 18 anni nel Pisa di mister Giampiero Ventura, un’emozione unica. Dopodiché ho girato un po’ tutta l’Italia, da Melfi fino ad Alessandria, con una piccola sosta pure a Pontedera, dove sono stato benissimo - precisa- Quell’anno, 2009/10, avremmo pouto fare un grande campionato di Serie D ma la presenza di squadre come Pisa e Carpi ci proibì ogni sogno di gloria e decisi perciò di dire addio ai colori granata».
E ora la Cuoiopelli. «Sono a Santa Croce per la serietà della società e delle persone che la compongono: vedere una squadra di questo blasone in Eccellenza è un peccato, la piazza merita la D, se non la serie C e farò di tutto per portarcela». Buttando un occhio pure alle giovani promesse santacrocesi: «Qui ci sono ragazzi che hanno le qualità per diventare dei veri calciatori: se non riesco a far arrivare uno come Andreotti tra i professionisti la colpa me la prendo io». Firmato Simone Caciagli, capitano esemplare.(d.p.)
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