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Simone Vaglini, bomber capace di battere anche la sfortuna

Simone Vaglini, bomber capace di battere anche la sfortuna

CASCINA. Difficile ritenere sfortunato un giocatore che nella domenica appena passata ha segnato una doppietta e trascinato alla vittoria la propria squadra. Eppure Simone Vaglini può ritenersi a...

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CASCINA. Difficile ritenere sfortunato un giocatore che nella domenica appena passata ha segnato una doppietta e trascinato alla vittoria la propria squadra. Eppure Simone Vaglini può ritenersi a tutti gli effetti un uomo in forte debito con la dea bendata.

La sua storia ha qualcosa di così tremendamente crudele che viene naturale immedesimarsi in lui e pensare a quello che poteva essere e non è stato. «Ho iniziato a giocare nelle giovanili dell’Empoli per poi trasferirmi dopo pochi anni alla Pistoiese - dice - Qui ho fatto tutta la trafila: dagli Juniores alla prima squadra. Purtroppo tra i grandi ho assaggiato solo la panchina e perciò decisi di cambiare aria. Dapprima ho effettuato un periodo di prova nella Primavera del Chievo, poi, non essendo stato ingaggiato, ho deciso di ripartire dall’Abruzzo: al Morro d’Oro. Qui ho vissuto per tre anni la serie D, collezionando anche un secondo posto. In seguito è arrivata la chiamata dell’Aquila e da lì in poi è iniziato un po’ il mio calvario». Sì perché quell’anno gli abruzzesi, inizialmente iscritti alla D, vennero ripescati in C2, ma purtroppo scese in campo la sfortuna. «Tre giorni prima che iniziasse il ritiro ho fatto un incidente stradale che mi ha distrutto completamente entrambe le ginocchia. A 20 anni è stato un duro colpo».

Da qui addio serie C2 e addio professionismo. «Nonostante questo mi sono tolto lo stesso le mie soddisfazioni: ho militato per cinque anni nell’Urbino Taccola, di cui sono stato anche capitano, collezionando 70 gol in circa 100 presenze e vincendo il premio del cannoniere in due diverse annate. Quest’anno poi mi sono trasferito a Cascina: abito qui, non nascondo che l’ho fatto anche per essere vicino a casa. A ogni modo la società ha in mente un grande progetto e cercherò in ogni maniera di aiutarli a concretizzarlo». (d.p.)

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