Sicurezza
tifoso interista troppo esuberante
Segna Icardi, esulta e si ferisce
PONTEDERA . Chi non chiederebbe ad ogni giocatore della propria squadra del cuore di “dare il sangue per la maglia”? L’espressione è ormai diventata di uso comune nel gergo di tutti i giorni. Logico...
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PONTEDERA . Chi non chiederebbe ad ogni giocatore della propria squadra del cuore di “dare il sangue per la maglia”? L’espressione è ormai diventata di uso comune nel gergo di tutti i giorni. Logico che il più delle volte si dia alla frase un senso figurativo.
Ma cosa succederebbe se questo tipo di sacrificio venisse chiesto a noi tifosi? Ce lo potrebbe spiegare senza molti rigiri di parole ungiovane di Montecastello, che al primo gol di Maurito Icardi ha lasciato tracce della propria gioia sul pavimento di un amico dove era andato a vedere la partita. «Alla fine posso ritenermi soddisfatto, tre punti l’Inter e cique io, cosa volere di più?», ironizza il giovane pontederese. «A parte gli scherzi, sono stato uno scemo. Al primo gol di Icardi a metà primo tempo non ci ho visto più e mi sono buttato a pancia in giù sul pavimento di casa. Troppo importante la partita e troppo grande la gioia per non seguire il mio istinto. Alla fine, non so come, magari un vetro nascosto o la botta in sé, ma mi sono tagliato il mento e ho subìto un forte trauma alla mandibola. Mi sono reso conto della gravità del taglio guardandomi allo specchio. Mi ci sono voluti cinque punti, al pronto soccorso, per chiudere la ferita». (d.p.)
Ma cosa succederebbe se questo tipo di sacrificio venisse chiesto a noi tifosi? Ce lo potrebbe spiegare senza molti rigiri di parole ungiovane di Montecastello, che al primo gol di Maurito Icardi ha lasciato tracce della propria gioia sul pavimento di un amico dove era andato a vedere la partita. «Alla fine posso ritenermi soddisfatto, tre punti l’Inter e cique io, cosa volere di più?», ironizza il giovane pontederese. «A parte gli scherzi, sono stato uno scemo. Al primo gol di Icardi a metà primo tempo non ci ho visto più e mi sono buttato a pancia in giù sul pavimento di casa. Troppo importante la partita e troppo grande la gioia per non seguire il mio istinto. Alla fine, non so come, magari un vetro nascosto o la botta in sé, ma mi sono tagliato il mento e ho subìto un forte trauma alla mandibola. Mi sono reso conto della gravità del taglio guardandomi allo specchio. Mi ci sono voluti cinque punti, al pronto soccorso, per chiudere la ferita». (d.p.)
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