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Pontedera, silenzio su tutti i fronti Cessione in alto mare

Pontedera, silenzio su tutti i fronti Cessione in alto mare

Nessuna novità trapela dai vari soggetti coinvolti Resta il nodo del 30% delle quote in mano al Comune

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PONTEDERA. Tutto tace. Il silenzio stampa deciso dalla società è davvero tombale. E non è neppure il caso di scomodare il vecchio proverbio che recita “Niente nuove, buone nuove”.

Sul Pontedera non si muove foglia. Chi va in campo, continua a farlo anche se l’appuntamento più vicino è lunedì 23, quando la Pistoiese giocherà in notturna al Mannucci. Tra l’altro è la prima volta del ritorno in quell’impianto di Paolo Indiani, dopo le brillanti stagioni alla guida dei granata. Chissà se la forza dell’abitudine non lo porti a... sbagliare panchina? Di sicuro saranno in molti a salutarlo, memori dei campionati passati.

Non si muove foglia neppure in chi sta seduto alla scrivania. La consegna del silenzio stampa è rispettata su tutti i fronti e a provare a insistere ci viene cortesemente detto di non insistere.

Insomma tutto tace. Davvero. Anche sulla questione, ovviamente della cessione e dei futuri (probabili) ma non possibili nuovi acquirenti.

Capire chi potrà subentrare all’attuale dirigenza, vista l’intenzione manifestata ormai da una quindicina di giorni, di cedere la società. Le voci sono sempre le solite: però si rincorrono e di certo non c’è assolutamente nulla. Anche perché, ripetiamo, nessuno ha intenzione di aprire bocca. Compreso nella parte che riguarda l’amministrazione comunale: infatti c’è il non facile nodo del 30% di quote detenuto da una persona fiduciaria del Comune e che sono arrivate a Palazzo Stefanelli dopo l’uscita di scena degli imprenditori proprietari della Biancoforno.

Il nodo è questo: gli attuali soci hanno chiesto all’amministrazione comunale di ripartire quella che, singolarmente, rappresenta la fetta più grossa delle quote del Pontedera che per ragioni sociali è stata registrata coma Us Città di Pontedera.

La risposta non si è scostata da quella manifestata di recente: vale a dire l’intenzione, secondo quanto filtra dalle stanze di palazzo Stefanelli, di offrire tale quota alla nuova proprietà, «non certamente a chi ha deciso di abbandonare la barca».

Sta di fatto che questo 30% può rappresentare un’anomalia, visto che è (di fatto) in mano a una pubblica amministrazione; ma al tempo stesso può anche rappresentare una garanzia non di poco conto per quella parte della città che guarda da vicino le sorti di un club storico il cui futuro è ancora tutto da scrivere.

Su queste quote, lo ripetiamo anche perché è una delle poche cose acclarate, ci sono state frizioni tra soci del Pontedera e amministrazione comunale di Pontedera. La sensazione è che cambierebbe poco in chiave “volontà di cedere la società” se venissero ripartite tra gli attuali imprenditori che sostengono la squadra.

Tuttavia c’è la sensazione, che forse è molto di più di una semplice sensazione, che si tratti di un elemento che non aiuta a risolvere la matassa.

E le voci sui possibili acquirenti non ci sono novità. Quelle riguardanti la famiglia Pantani, proprietaria della catena Idealbimbo resta solo una voce. (p.fa.)



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