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Pontedera

Granata, primo passo verso la rimonta

Granata, primo passo verso la rimonta

Percorso difficile dopo l’avvio choc, ma le basi ci sono

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PONTEDERA. Una domanda girava in tribuna prima dell’inizio e nei primi minuti della gara col Piacenza: «Ma i giocatori del Pontedera sono scarsi o hanno semplicemente paura?». A conti fatti, dopo la vittoria per 3-0 la risposta è la seconda, perché il livello non sembra altissimo, ma col carattere e l’applicazione per novanta minuti della propria identità di gioco, la squadra del tecnico Ivan Maraia può recuperare il terreno perduto in questo primo scorcio di campionato.

La dimostrazione di questa supposizione si è avuta dal 20’ del primo tempo del Mannucci. Con un atteggiamento tattico più accorto, ma anche generoso (Caponi che prende per mano la squadra, costruendo per gli attaccanti e aiutando in difesa, gli esterni invertiti e Gargiulo che si fa vedere ovunque) i granata hanno saputo costruire minuto dopo minuto la fiducia necessaria per tenere testa alla formazione emiliana che arrivava da quatto vittorie. La sensazione è quella di aver visto giocatori costretti a scalare una montagna fatta di condizionamenti mentali, più che materiali, anche a causa della volontà della società di vendere il club con l’imposizione del silenzio stampa per i tesserati. Ma che, alla fine, sono riusciti nell’impresa di dimenticare le ultime domeniche (e turni infrasettimanali vari) e a concretizzare le occasioni costruiti.

Il 3-0 è, obiettivamente, un risultato troppo largo. Senza la segnalazione del guardalinee sul gol di Masciangelo in apertura di ripresa probabilmente la musica sarebbe stata diversa. Ma nel calcio, specialmente in situazioni come quelle vissute dal Pontedera nell’ultima settimana non bisogna andare troppo per il sottile. Questi tre punti vanno presi e messi in classifica per costruire una rimonta che, dopo la gara con il Piacenza, appare possibile.

Anche perché un altro elemento da sottolineare della prova fornita dai ragazzi di Maraia è la capacità di mettere il fisico nei contrasti da parte di una squadra che non sembra avere nella fisicità la propria caratteristica migliore. Un dato sottolineato anche da Arnaldo Franzini, allenatore del Piacenza, nel dopo partita: «L’arbitro forse ha concesso troppo ai loro interventi. Quando conquistavamo palla, spesso, venivano atterrati. Ho visto pochi cartellini sventolati davanti ai giocatori del Pontedera, ma credo che questo genere di partite debbano essere giocate anche così».

Per ora, bene così, anche perché alla fine della gara di domenica c’era un’altra domanda che girava tra i tifosi: «Basterà questa vittoria per uscire dalla crisi?».(a.q.)

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