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Pontedera

L’annuncio da brividi «Pontedera in vendita»

L’annuncio da brividi «Pontedera in vendita»

La società comunica anche il silenzio stampa a oltranza 

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PONTEDERA. Il Pontedera è in vendita. Per la seconda volta nell’arco di un anno e mezzo. A questo giro, però, il comunicato diramato dalla società ha un tono più deciso rispetto a quello del febbraio 2016. All’epoca venne tirata in ballo principalmente la parte di quote che appartiene simbolicamente al Comune, ovvero il 30% del club.

Ora, invece, alla vigilia della delicata trasferta di Arezzo, gara in programma oggi alle 20,30, il gruppo dirigenziale granata fa un passo indietro in blocco e lascia la gestione dell’Us Città di Pontedera al direttore generale Paolo Giovannini e al segretario generale Nicola Benedetti. Si chiude un ciclo, iniziato nel giugno 2010 con l’iscrizione della squadra alla serie D dopo il rischio fallimento. Il gruppo di imprenditori locali che da quel giorno guida il sodalizio granata lascia il timone della società.

L’annuncio choc. Ieri pomeriggio poco prima delle 16 dagli uffici del Mannucci è partito il comunicato che annuncia la volontà della dirigenza di cedere il club. “I soci dell’Us Città di Pontedera comunicano che la società è da oggi a disposizione per essere ceduta a titolo completamente gratuito e senza alcuna pendenza debitoria passata e presente. Visti gli straordinari risultati degli otto anni di gestione di questi soci e la gloriosa storia ultracentenaria della società – si legge nella nota - è auspicato l’interesse da parte di soggetti seri ed ambiziosi. I soci stessi garantiranno tutti gli impegni economici della presente stagione con la puntualità e la serietà che hanno reso questa società un esempio nel panorama calcistico nazionale. La gestione corrente, fino al passaggio di proprietà, è affidata all’estrema competenza del direttore generale Paolo Giovannini e del segretario generale Nicola Benedetti e fin da subito viene indetto il silenzio stampa di tutti i tesserati. L’unica cosa che conta in questo momento – scrive la società in conclusione - è stringersi attorno alla squadra per raggiungere l’obiettivo della permanenza nel calcio professionistico”.

Il sindaco. Nel 2010 il Pontedera venne salvato anche e soprattutto grazie all’impegno dell’amministrazione comunale. Il sindaco Simone Millozzi, tifoso granata sempre presente in tribuna al Mannucci, riuscì a formare una cordata di piccoli imprenditori a sostegno del club. Oggi Millozzi mastica amaro: «Sono amareggiato dalle parole dei soci, che comunque ringrazio per ciò che hanno fatto per il Pontedera in questi anni». Disappunto e preoccupazione, come spiega ancora il sindaco: «Sono preoccupato per il presente e per il futuro del Pontedera. La società, comunque, deve garantire un percorso d’uscita. È doveroso nei confronti del blasone del club, della città e degli sportivi granata». Nei prossimi giorni possibile incontro tra l’amministrazione e la dirigenza dimissionaria. «Io sono sempre pronto al dialogo - conclude Millozzi - credo sia necessario che la società chieda un incontro col Comune»

Motivazioni e speranze. Nella nota diramata dal Pontedera non sono spiegati i motivi dell’addio dei soci. Il secondo tentennamento in meno di due anni, però, fa pensare che da tempo qualcosa scricchioli ai piani alti del mondo granata. E anche con la tifoseria il rapporto non è dei migliori. Domenica scorsa gli ultras hanno contestato la società prima, durante e dopo il derby col Livorno. Intanto, si vocifera già di un paio di imprenditori della Valdera interessati al club. Stando a indiscrezioni, entrambi sarebbero già stati vicini al Pontedera negli anni scorsi. Verità o semplice gossip? Si saprà nelle prossime settimane.

Tommaso Silvi

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