Sicurezza
il passato e il futuro
Tanti applausi per Felice e Vittoria
Gimondi ha raccontato le sue imprese, Guazzini le sue speranze
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PECCIOLI. Il passato e il futuro. Il ciclismo epico di Felice Gimondi e quello del domani e moderno di Vittoria Guazzini. A ogni modo due esempi di bici iridata. Il campione bergamasco, intervenuto alla presentazione del Giro della Toscana, lo fu nel 1973 a Barcellona quando beffò il cannibale Eddy Merckx; la 17enne pratese (ma con la mamma di origini pecciolesi) laureatasi nella categoria Juniores inseguimento ad agosto.
Si sono stretti la mano, si sono parlati, si sono complimentati a vicenda. Grande umiltà e bellissimo esempio di uomo vero, Felice Gimondi, che ha deliziato il pubblico sulla terrazza del Centro polivalente con i ricordi del suo ciclismo, delle tappe vinte al Tour e di come perse la Grande Boucle: «Quello là - dice riferendosi a Merckx - voleva vincere tutto. Ma quando ci siamo rivisti una volta appesa la bici al chiodo ed entrambi con qualche problema al cuore, gli dissi: facevi meglio, bischero, ad andare più piano. Così io e te avevamo un cuore più sano».
Alla Sabatini non ha mai vinto: «Mi ci voleva un altro arrivo - dice - dovevamo arrivare a Volterra. O sul Serra».
Premiata anche Vittoria Guazzini, 17 anni, dopo che si è laureata campionessa del mondo e campionessa d’Europa col quartetto azzurro dell’inseguimento a squadre.
La prossima settimana sarà in Norvegia per il mondiale su strada: «Mi metterò a disposizione della squadra - dice - Il mio modello è Nibali e ho tanta passione verso la bici, colpa del padre». (p.fa.)
Si sono stretti la mano, si sono parlati, si sono complimentati a vicenda. Grande umiltà e bellissimo esempio di uomo vero, Felice Gimondi, che ha deliziato il pubblico sulla terrazza del Centro polivalente con i ricordi del suo ciclismo, delle tappe vinte al Tour e di come perse la Grande Boucle: «Quello là - dice riferendosi a Merckx - voleva vincere tutto. Ma quando ci siamo rivisti una volta appesa la bici al chiodo ed entrambi con qualche problema al cuore, gli dissi: facevi meglio, bischero, ad andare più piano. Così io e te avevamo un cuore più sano».
Alla Sabatini non ha mai vinto: «Mi ci voleva un altro arrivo - dice - dovevamo arrivare a Volterra. O sul Serra».
Premiata anche Vittoria Guazzini, 17 anni, dopo che si è laureata campionessa del mondo e campionessa d’Europa col quartetto azzurro dell’inseguimento a squadre.
La prossima settimana sarà in Norvegia per il mondiale su strada: «Mi metterò a disposizione della squadra - dice - Il mio modello è Nibali e ho tanta passione verso la bici, colpa del padre». (p.fa.)
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