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Dal gelo al drone, i trucchi per gli allenamenti

Dal gelo al drone, i trucchi per gli allenamenti

Tradizione (favorita dal torrente vicino al campo) e tecnologia aiutano la squadra nerazzurra

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STORO. Tradizione e tecnologia, natura e innovazione si alternano e convivono in questo ritiro nerazzurro di Storo. Se da un lato si suda sotto il sole del Trentino per poi rinfrescarsi i muscoli a fine allenamento nel torrente Chiese con una crioterapia naturale, dall’altro Gautieri adotta tecniche innovative per monitorare il lavoro dei suoi ragazzi.

Dopo ogni allenamento al “Grilli” molti nerazzurri immergono le gambe nelle fredde acque del torrente che scorre ai bordi del campo sportivo per recuperare dalle fatiche: questa metodologia, utilizzata inizialmente nel rugby, sta prendendo sempre più piede tra calciatori, runner e ciclisti. Le proprietà antinfiammatorie e terapeutiche del freddo sono note da tempo e tenere le gambe al freddo è il metodo più semplice per recuperare dall’affaticamento muscolare, smaltire l’eventuale acido lattico e lenire il dolore, oltre a sciogliere i muscoli evitando che rimangano contratti. La natura però agevola e fa da bellissima cornice alle lunghe pedalate che Carmine Gautieri si fa quando non è impegnato sul campo: favorito anche dall’ottima rete di piste ciclabili nella zona, l’allenatore nerazzurro percorre diversi chilometri per mantenersi in forma e magari riflettere anche sulla squadra che sta plasmando.

Ma, come detto, c’è anche una parte decisamente più tecnologica e innovativa negli allenamenti, che sempre più sta prendendo piede tra le squadre di calcio: infatti, durante la partitella a fine allenamento, ha fatto la sua comparsa un drone, munito di videocamera, che ha seguito tutto il tempo dall’alto la sfida tra Mannini e compagni.

Uno strumento in più molto utile a Gautieri per vedere i movimenti dei propri giocatori da una prospettiva sicuramente inedita. Si dice che sia particolarmente utile per osservare i movimenti della linea difensiva oltre ai movimenti senza palla degli attaccanti, ma è sicuramente un occhio in più per l’allenatore nerazzurro, già aiutato e sostenuto da uno staff sempre attento e puntiglioso. Un famoso allenatore di rugby gallese, John Dawes, diceva: «Dall’alto si vedono gli errori, da terra i pregi, ma i nostri pregi li sappiamo, sono i difetti ad essere la malattia che non vediamo». Una “malattia” che Gautieri prova a scongiurare sin da subito. (l.v.)

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