Sicurezza
Pisa, tuona Corrado: per il nostro progetto lo stadio è essenziale
Senza il restyling dell’Arena si rischia il ridimensionamento «Costruire un impianto a Ospedaletto non ha senso»
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PISA. «Mi aspettavo maggiori resistenze dal mondo della politica o da parte degli stessi residenti di Porta a Lucca, che invece sembrano gradire il progetto, non dall’Ordine degli architetti. Non sono i guardiani della città. In paradiso a dispetto dei santi non ci staremo». Il presidente del Pisa Giuseppe Corrado è tornato sulla questione Arena Garibaldi durante la conferenza stampa di presentazione degli accordi tra il Pisa e Confesercenti.
Qualcuno vi vuol mettere i bastoni tra le ruote?
«Chi ostacola il progetto della nuova Arena non mette i bastoni tra le ruote a noi, ma ai tifosi che amano e seguono il Pisa ovunque. Noi siamo arrivati qui per fare ciò che nessuno si era apprestato a fare prima d’ora, ovvero un investimento privato che coinvolga tutta la città nella massima trasparenza. Un investimento di circa 30 milioni di euro, senza chiedere niente al Credito sportivo, che serve a generare un valore di circa 30 milioni di euro per l’indotto locale. Gli appalti saranno dati alle aziende locali. Ci sono le garanzie e la massima trasparenza, con l’amministrazione comunale che sta seguendo il progetto».
Se l’Arena nuova non si dovesse fare, farete un passo indietro?
«No, però dovremo trovare alternative. Lo stadio per noi è centrale. Se inizio una corsa e mi tagli le gambe come arrivo al traguardo? Senza stadio, una squadra non è competitiva».
L’Ordine degli Architetti di Pisa però fa uscire un comunicato sul proprio sito, da cui riportiamo alcuni passaggi: «Abbiamo scelto di promuovere un’azione concreta, intervenendo, prima della sua presentazione, sul progetto di recupero dello stadio di Pisa. È l’inizio di un lavoro, che poi proseguirà con le commissioni, divise per territori, che auspichiamo possano aggiornare, monitorare, indagare, studiare e approfondire le tematiche della professione. L’Ordine degli Architetti deve essere considerato una risorsa per la società. L’architetto non è contro la rigenerazione di uno spazio, ma deve poter vigilare contro ogni forma di speculazione che possa aggravare le condizioni di un quartiere, se non si prevedono le dovute valutazioni e adempimenti. Continueremo ad essere “scomodi” per chi vede il territorio a suo uso e consumo».
Anche sulla la lettera non si fa attendere la risposta del presidente del Pisa: «Non so a chi si riferisca la lettera. Forse al Comune. Noi non abbiamo intenzione di sfruttare il territorio. È un abuso di posizione quello dell’associazione degli architetti perché stanno parlando a nome dei veri azionisti del Comune che sono i cittadini. Non vogliamo metterci a ristrutturare un bene comunale senza il rispetto dei regolamenti. Non vogliamo fare abusi. Ci confronteremo e accetteremo eccezioni da parte di tutti. Speriamo che possano essere tutti sono d’accordo con la ristrutturazione dello stadio, ma noi siamo aperti al confronto con tutti, anche con l’Ordine degli Architetti che sarà invitato a settembre alla presentazione dei progetti al teatro Verdi. Di sette progetti in cantiere spero che ce ne sia almeno uno che li soddisfi. I nostri progetti non intaccano la struttura attuale dello stadio e della recinzione, anzi riducono la superficie dell’impianto e questo dovrebbe andare a vantaggio del quartiere».
Corrado non prende in considerazione l’alternativa di uno stadio a Ospedaletto: «Un piano non proponibile, un investimento che non farebbe nessuno perché costerebbe il doppio e offrirebbe solo il 50% delle possibilità rispetto a una nuova Arena. Ospedaletto è fuori dal centro e il valore immobiliare rispetto a sette anni fa è molto più basso».
Corrado ritiene che uno stadio nel centro con un percorso virtuoso come quello che offre Pisa è un’occasione da non perdere per la città: «In Europa si va in questa direzione e l’Italia per ora è la cenerentola».
Andrea Chiavacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Qualcuno vi vuol mettere i bastoni tra le ruote?
«Chi ostacola il progetto della nuova Arena non mette i bastoni tra le ruote a noi, ma ai tifosi che amano e seguono il Pisa ovunque. Noi siamo arrivati qui per fare ciò che nessuno si era apprestato a fare prima d’ora, ovvero un investimento privato che coinvolga tutta la città nella massima trasparenza. Un investimento di circa 30 milioni di euro, senza chiedere niente al Credito sportivo, che serve a generare un valore di circa 30 milioni di euro per l’indotto locale. Gli appalti saranno dati alle aziende locali. Ci sono le garanzie e la massima trasparenza, con l’amministrazione comunale che sta seguendo il progetto».
Se l’Arena nuova non si dovesse fare, farete un passo indietro?
«No, però dovremo trovare alternative. Lo stadio per noi è centrale. Se inizio una corsa e mi tagli le gambe come arrivo al traguardo? Senza stadio, una squadra non è competitiva».
L’Ordine degli Architetti di Pisa però fa uscire un comunicato sul proprio sito, da cui riportiamo alcuni passaggi: «Abbiamo scelto di promuovere un’azione concreta, intervenendo, prima della sua presentazione, sul progetto di recupero dello stadio di Pisa. È l’inizio di un lavoro, che poi proseguirà con le commissioni, divise per territori, che auspichiamo possano aggiornare, monitorare, indagare, studiare e approfondire le tematiche della professione. L’Ordine degli Architetti deve essere considerato una risorsa per la società. L’architetto non è contro la rigenerazione di uno spazio, ma deve poter vigilare contro ogni forma di speculazione che possa aggravare le condizioni di un quartiere, se non si prevedono le dovute valutazioni e adempimenti. Continueremo ad essere “scomodi” per chi vede il territorio a suo uso e consumo».
Anche sulla la lettera non si fa attendere la risposta del presidente del Pisa: «Non so a chi si riferisca la lettera. Forse al Comune. Noi non abbiamo intenzione di sfruttare il territorio. È un abuso di posizione quello dell’associazione degli architetti perché stanno parlando a nome dei veri azionisti del Comune che sono i cittadini. Non vogliamo metterci a ristrutturare un bene comunale senza il rispetto dei regolamenti. Non vogliamo fare abusi. Ci confronteremo e accetteremo eccezioni da parte di tutti. Speriamo che possano essere tutti sono d’accordo con la ristrutturazione dello stadio, ma noi siamo aperti al confronto con tutti, anche con l’Ordine degli Architetti che sarà invitato a settembre alla presentazione dei progetti al teatro Verdi. Di sette progetti in cantiere spero che ce ne sia almeno uno che li soddisfi. I nostri progetti non intaccano la struttura attuale dello stadio e della recinzione, anzi riducono la superficie dell’impianto e questo dovrebbe andare a vantaggio del quartiere».
Corrado non prende in considerazione l’alternativa di uno stadio a Ospedaletto: «Un piano non proponibile, un investimento che non farebbe nessuno perché costerebbe il doppio e offrirebbe solo il 50% delle possibilità rispetto a una nuova Arena. Ospedaletto è fuori dal centro e il valore immobiliare rispetto a sette anni fa è molto più basso».
Corrado ritiene che uno stadio nel centro con un percorso virtuoso come quello che offre Pisa è un’occasione da non perdere per la città: «In Europa si va in questa direzione e l’Italia per ora è la cenerentola».
Andrea Chiavacci
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