Sicurezza
Tuttocuoio, 20 giorni per scegliere il futuro
Sabato il presidente Andrea Dolfi spiegherà cosa intende fare. Se ne andranno tanti giocatori dell’attuale rosa
2 MINUTI DI LETTURA
PONTE A EGOLA. Ancora poco più di venti giorni per presentare l'iscrizione al campionato di serie D per il Tuttocuoio. Quindi è ancora tempo di riflessione nella stanza di bottoni per prendere la decisione che il club ritiene migliore.
Sabato, intanto, intorno alle 10 (anche se attendiamo una comunicazione ufficiale), verrà svelato il futuro in una conferenza stampa che terrà il presidente Andrea Dolfi: una sorta di snodo fondamentale dopo la retrocessione dalla Lega Pro ai playout.
Se, come molti tifosi sperano, verrà effettuata l'iscrizione al massimo campionato dilettantistico, ci potrebbe essere la possibilità di tornare a giocare le partite al Leporaia quindi i neroverdi dopo quattro anni passati al Mannucci di Pontedera giocherebbero le proprie gare interne nel proprio impianto.
Gli sportivi, in questo senso, sui social stanno esprimendo il loro gradimento verso questa ipotesi, per poter far valere il fattore campo che negli anni passati ha avuto il suo peso. I neroverdi hanno già disputato il campionato di serie D, ma il Leporaia era ritenuto idoneo soltanto attraverso una deroga. Quindi è da vedere se i lavori che sono ancora in corso permetteranno al Tuttocuoio di poter tornare alla casa madre. Sempre ipotizzando la partecipazione al campionato nazionale dilettanti cambieranno molte cose e con ogni probabilità quasi tutti i giocatori della rosa della scorsa stagione lascerebbero la maglia neroverde. Sicuramente lo faranno coloro che sono in prestito da società professionistiche ma anche coloro che hanno un contratto in essere fino a giugno 2018, infatti se per loro arrivasse una proposta dalla serie C possono liberarsi tranquillamente.
A oggi rimane un’ipotesi piuttosto remota quella della domanda di ripescaggio da parte del Tuttocuoio, anche se dai professionisti ci sono club in difficoltà che potrebbero non iscriversi alla prossima stagione. Il dubbio più grande è che cosa la società vorrà fare per il futuro: lasciare con il rischio che i neroverdi possano scivolare nei meandri del dilettantismo o continuare fra le difficoltà ma con costi minori da assolvere rispetto ai campionati precedenti. Ai posteri, come si dice, l'ardua sentenza. Stefano Scarpetti
Sabato, intanto, intorno alle 10 (anche se attendiamo una comunicazione ufficiale), verrà svelato il futuro in una conferenza stampa che terrà il presidente Andrea Dolfi: una sorta di snodo fondamentale dopo la retrocessione dalla Lega Pro ai playout.
Se, come molti tifosi sperano, verrà effettuata l'iscrizione al massimo campionato dilettantistico, ci potrebbe essere la possibilità di tornare a giocare le partite al Leporaia quindi i neroverdi dopo quattro anni passati al Mannucci di Pontedera giocherebbero le proprie gare interne nel proprio impianto.
Gli sportivi, in questo senso, sui social stanno esprimendo il loro gradimento verso questa ipotesi, per poter far valere il fattore campo che negli anni passati ha avuto il suo peso. I neroverdi hanno già disputato il campionato di serie D, ma il Leporaia era ritenuto idoneo soltanto attraverso una deroga. Quindi è da vedere se i lavori che sono ancora in corso permetteranno al Tuttocuoio di poter tornare alla casa madre. Sempre ipotizzando la partecipazione al campionato nazionale dilettanti cambieranno molte cose e con ogni probabilità quasi tutti i giocatori della rosa della scorsa stagione lascerebbero la maglia neroverde. Sicuramente lo faranno coloro che sono in prestito da società professionistiche ma anche coloro che hanno un contratto in essere fino a giugno 2018, infatti se per loro arrivasse una proposta dalla serie C possono liberarsi tranquillamente.
A oggi rimane un’ipotesi piuttosto remota quella della domanda di ripescaggio da parte del Tuttocuoio, anche se dai professionisti ci sono club in difficoltà che potrebbero non iscriversi alla prossima stagione. Il dubbio più grande è che cosa la società vorrà fare per il futuro: lasciare con il rischio che i neroverdi possano scivolare nei meandri del dilettantismo o continuare fra le difficoltà ma con costi minori da assolvere rispetto ai campionati precedenti. Ai posteri, come si dice, l'ardua sentenza. Stefano Scarpetti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
