Il dolore
qui neroverdi
Non si placa il “caso Shekiladze”
Guerra legale tra i dirigenti del Tuttocuoio e il calciatore georgiano
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PONTE A EGOLA. Prosegue la querelle fra il Tuttocuoio e l’attaccante georgiano Irakli Shekiladze, che adesso si trova nel proprio Paese per curarsi un ginocchio. La società attraverso l’amministratore delegato Daniele Donati ha rilasciato una breve nota in risposta alle dichiarazioni del calciatore avvenute sulla nostra testata.
«Abbiamo ritenuto opportuno dare tutto in mano a un avvocato - si legge nella nota - e per il momento non riteniamo opportuno rilasciare ulteriori dichiarazioni in merito Lo faremo a tempo debito». Probabilmente sabato 10 giugno sarà il giorno in cui il presidente Andrea Dolfi dirà la versione della società nel tormentato rapporto fra il club neroverde e Shekiladze, elemento dotato tecnicamente che sul piano calcistico è cresciuto nelle due stagioni vissute a Ponte a Egola, anche se i rapporti fra le due parti non sono stati idilliaci. In ogni caso è stato mandato un invito al calciatore di presentarsi in sede, il georgiano avrà una settimana di tempo per presentarsi in via Garibaldi. La sensazione è che se non la farà entro una settimana inizierà la battaglia legale fra le parti, anche se come detto il Tuttocuoio si è già cautelato in questo senso. Per il resto rimane la grande incertezza su quale sarà il futuro del club, retrocessa dalla Lega Pro alla serie D. Molte saranno le cose che cambieranno, quindi è logica una riflessione in questo senso da parte della proprietà. Le ipotesi sul campo sono tre: ripescaggio con spostamento di sede a Pontedera e versamento di 300 mila euro a fondo perduto più la fidejussione, iscrizione in serie D; oppure, quella che molti temono, è quella di chiudere l’avventura e cedere la società ad altri con tutti i dubbi che questo comporta. Non filtra molto dalla sala dei bottoni, anche i dirigenti del club sono in attesa e tutti i nodi potrebbero essere sciolti il 10 giugno che rappresenta una data chiave per il club di Ponte a Egola.
Stefano Scarpetti
«Abbiamo ritenuto opportuno dare tutto in mano a un avvocato - si legge nella nota - e per il momento non riteniamo opportuno rilasciare ulteriori dichiarazioni in merito Lo faremo a tempo debito». Probabilmente sabato 10 giugno sarà il giorno in cui il presidente Andrea Dolfi dirà la versione della società nel tormentato rapporto fra il club neroverde e Shekiladze, elemento dotato tecnicamente che sul piano calcistico è cresciuto nelle due stagioni vissute a Ponte a Egola, anche se i rapporti fra le due parti non sono stati idilliaci. In ogni caso è stato mandato un invito al calciatore di presentarsi in sede, il georgiano avrà una settimana di tempo per presentarsi in via Garibaldi. La sensazione è che se non la farà entro una settimana inizierà la battaglia legale fra le parti, anche se come detto il Tuttocuoio si è già cautelato in questo senso. Per il resto rimane la grande incertezza su quale sarà il futuro del club, retrocessa dalla Lega Pro alla serie D. Molte saranno le cose che cambieranno, quindi è logica una riflessione in questo senso da parte della proprietà. Le ipotesi sul campo sono tre: ripescaggio con spostamento di sede a Pontedera e versamento di 300 mila euro a fondo perduto più la fidejussione, iscrizione in serie D; oppure, quella che molti temono, è quella di chiudere l’avventura e cedere la società ad altri con tutti i dubbi che questo comporta. Non filtra molto dalla sala dei bottoni, anche i dirigenti del club sono in attesa e tutti i nodi potrebbero essere sciolti il 10 giugno che rappresenta una data chiave per il club di Ponte a Egola.
Stefano Scarpetti
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