Il Tirreno

Pontedera

La favola del Fabbrica dei record 

La favola del Fabbrica dei record 

La squadra pecciolese ha vinto il campionato e fatto innamorare di sé il paese

2 MINUTI DI LETTURA





FABBRICA DI PECCIOLI. La storia del Fabbrica insegna che nel calcio, come nella vita, c’è sempre un buon motivo per sperare in un domani migliore. La formazione bianconera, realtà calcistica dell’omonima frazione di Peccioli, dove vivono circa mille anime, nell’arco di una stagione ha imparato a volare, a cadere e a rialzarsi ancora.
Più forte di prima. Più forte di tutto. Come ogni favola che si rispetti, anche quella del Fabbrica ha i suoi personaggi chiave. A cominciare da Giammarco Corona, attaccante classe 1991 che ha scelto di scendere nella penultima serie del pallone per far mangiare le mani a chi in passato non ha voluto scommettere su di lui. Missione compiuta, a suon di gol. Trenta realizzazioni in campionato: l’ultima, domenica scorsa nella finalissima playoff di Seconda categoria vinta 2-1 contro il Pomarance sul campo neutro di Volterra. Un missile terra aria che ha fatto esplodere le centinaia di tifosi in tribuna. E poi c’è Jonathan Ivone, il capitano. Uomo di campo e soprattutto di spogliatoio. Corona e Ivone, violinisti eccezionali di un’orchestra che suona musica vincente, diretta da Antonio Intoccia, ex calciatore alla seconda esperienza alla guida di una prima squadra. «Nella scorsa stagione la società puntava alla salvezza e sfiorammo i playoff, quest’anno volevamo vincere il campionato e ce l’abbiamo fatta. Sono felice e ringrazio i miei ragazzi. Si è creato un gruppo eccezionale, sono fiero di loro», dice il tecnico bianconero, che poi si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Eravamo in testa fino a dicembre, poi, contro l’Atletico Forcoli, a causa di una direzione arbitrale a dir poco discutibile abbiamo perso punti, uomini e lucidità psicologica. Però abbiamo saputo riprenderci e abbiamo tirato fuori una grinta incredibile, che ci ha portato più in alto di tutti».
Festeggia il piccolo paese dell’alta Valdera, dove tutti nel giro di pochi mesi si sono affezionati più che mai ai leoni bianconeri. Il futuro? È presto per parlarne. A Fabbrica vogliono godersi il successo ancora per qualche giorno. Di certo, c’è che Intoccia vuole continuare a tenere in mano la bacchetta. «Mi piacerebbe restare – conclude il mister – e spero che la società mi dia questa possibilità». (t. s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web