Gioco
Finisce subito la favola del baby prodigio Musetti
Prime sorprese al torneo internazionale di tennis Under 18 di Santa Croce Azzurri ben rappresentati al secondo turno, un virus mette ko Tatiana Pieri
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SANTA CROCE. Non è mai troppo presto per iniziare a rincorrere i propri sogni. Lo sa bene Lorenzo Musetti, classe 2002 considerato uno degli elementi più interessanti in prospettiva del tennis italiano. Dopo l’esplosione nei tornei appena giocati, i suoi Internazionali under 18 “Città di Santa Croce” Mauro Sabatini non finiranno nell’album dei ricordi più belli, ma poco male.
Il match di esordio contro il qualificato brasiliano Christian Oliveira, una sfida sulla carta abbordabile, si è trasformato in una trappola letale per il 15enne carrarino allenato allo Junior San Benedetto da Simone Tartarini. Vinto il primo set a fatica, l’avversario è salito in cattedra nel secondo, e il parziale decisivo è diventato una battaglia colpo su colpo, vinta al tie-break (7-4) dal sudamericano.
«I sacrifici che facciamo non sono mai tali se servono per raggiungere i nostri sogni - ci confida il carrino - Il mio è quello di disputare, un giorno, lo Slam a Wimbledon. Nonostante la sconfitta di oggi questo potrebbe diventare presto realtà, almeno a livello juniores, visto che se realizzassi un bel risultato al Bonfiglio potrei conquistare il ranking necessario per accedere alle qualificazioni londinesi». Quello di Musetti non è l’unico caso di impressionante precocità qui a Santa Croce. A differenza sua, hanno superato il primo turno Giulio Zeppieri, di un solo anno più vecchio, e la diciassettenne massese Giulia Peoni, entrambi autori la scorsa settimana a Prato di uno strepitoso cammino giunto rispettivamente fino alle semifinali e ai quarti: al Cerri tutti e due hanno sfruttato la buona vena superando il bulgaro Sheyngezight e la russa Pachkaleva. Non saremo ai livelli di Andrea Temesvari, la più giovane vincitrice a Santa Croce nel 1980 a soli 13 anni e 11 mesi, ma la classica maturazione lenta all’italiana (vedi le recenti esplosioni tardive tra i top 100 di Paolo Lorenzi e Luca Vanni) sembra lasciare il posto a una maggiore prontezza al momento del passaggio tra i professionisti.
Tra molte buone notizie per l’Italia (passano al secondo turno anche il romagnolo Francesco Forti, lo jesino Samuele Ramazzotti, il molisano Federico Iannaccone e la campana Nuria Brancaccio) ne arriva una decisamente negativa: la lucchese Tatiana Pieri, testa di serie numero 9 del singolare femminile, è costretta al forfait a causa di un virus gastrointestinale.
L’ingresso al “Città di Santa Croce” è libero per tutta la durata della manifestazione.
Il match di esordio contro il qualificato brasiliano Christian Oliveira, una sfida sulla carta abbordabile, si è trasformato in una trappola letale per il 15enne carrarino allenato allo Junior San Benedetto da Simone Tartarini. Vinto il primo set a fatica, l’avversario è salito in cattedra nel secondo, e il parziale decisivo è diventato una battaglia colpo su colpo, vinta al tie-break (7-4) dal sudamericano.
«I sacrifici che facciamo non sono mai tali se servono per raggiungere i nostri sogni - ci confida il carrino - Il mio è quello di disputare, un giorno, lo Slam a Wimbledon. Nonostante la sconfitta di oggi questo potrebbe diventare presto realtà, almeno a livello juniores, visto che se realizzassi un bel risultato al Bonfiglio potrei conquistare il ranking necessario per accedere alle qualificazioni londinesi». Quello di Musetti non è l’unico caso di impressionante precocità qui a Santa Croce. A differenza sua, hanno superato il primo turno Giulio Zeppieri, di un solo anno più vecchio, e la diciassettenne massese Giulia Peoni, entrambi autori la scorsa settimana a Prato di uno strepitoso cammino giunto rispettivamente fino alle semifinali e ai quarti: al Cerri tutti e due hanno sfruttato la buona vena superando il bulgaro Sheyngezight e la russa Pachkaleva. Non saremo ai livelli di Andrea Temesvari, la più giovane vincitrice a Santa Croce nel 1980 a soli 13 anni e 11 mesi, ma la classica maturazione lenta all’italiana (vedi le recenti esplosioni tardive tra i top 100 di Paolo Lorenzi e Luca Vanni) sembra lasciare il posto a una maggiore prontezza al momento del passaggio tra i professionisti.
Tra molte buone notizie per l’Italia (passano al secondo turno anche il romagnolo Francesco Forti, lo jesino Samuele Ramazzotti, il molisano Federico Iannaccone e la campana Nuria Brancaccio) ne arriva una decisamente negativa: la lucchese Tatiana Pieri, testa di serie numero 9 del singolare femminile, è costretta al forfait a causa di un virus gastrointestinale.
L’ingresso al “Città di Santa Croce” è libero per tutta la durata della manifestazione.
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