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Pontedera

Pisa: 4 milioni di motivi per non arrendersi 

Pisa: 4 milioni di motivi per non arrendersi 

La differenza fra serie B e un’eventuale discesa in Lega Pro è anche economica Il presidente Corrado: «Retrocedere sarebbe un danno enorme, un disastro»

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PISA. Rino Gattuso dopo il ko con l’Avellino ha dichiarato: «Fa male non tenere la categoria in una piazza così. Anche con un piede e mezzo in Lega Pro non mollo». E ancora: «Dalla ripresa degli allenamenti dobbiamo mettere ogni singola energia per provare a salvarci senza pensare all’aspetto tecnico, ma lavorando molto su quello psicologico». E il presidente Giuseppe Corrado aveva detto nei giorni scorsi: «Se non dovessimo salvarci sarebbe un danno enorme perché abbiamo fatto investimenti come nessun’altra società di B negli ultimi anni. Abbiamo previsto premi per la salvezza e non potremo rinunciare a quello che abbiamo fatto finora. Se retrocediamo serve un piano che al momento non vogliamo prevedere, perché significa rallentare quello che stiamo facendo. Alcune cose che abbiamo in programma per la B andrebbero riviste, ma non voglio pensare a questo disastro».
Quanto costerebbe la retrocessione? La dignità non si misura dalla categoria: lo stesso Corrado aveva ricordato, appena dopo aver comprato il club, che una squadra può retrocedere ma la società no. Ma lottare sino in fondo per evitare la retrocessione vuol dire anche tutelare un patrimonio finanziario oltre che sportivo: per una piazza come Pisa, fra la B e la Lega Pro ci sono almeno 4 milioni di euro di differenza a stagione. Il più grosso vantaggio nel mantenere la categoria sono i contributi (Legge Melandri e Sky, principalmente), circa 4 milioni lordi (ai quali vanno sottratti 774 mila euro a stagione, fino a tre stagioni, per la mutualità della Lega Pro) mentre nella categoria inferiore i contributi possono arrivare al massimo a 1 milione ma facendo una rosa di giovani, cosa incompatibile con i propositi di campionato di alta classifica. La media dei contributi in Lega Pro oggi si aggira sui 500mila euro a società. E la discesa dalla B non porta un “paracadute” come quello dalla A.
Incassi e costi. Ci sono poi gli incassi. Quest’anno, da quando l’Arena ha una capienza più decente, stiamo viaggiando a quasi 8mila presenze a partita con incassi sugli 80mila euro; in Lega Pro l’anno scorso avevamo una media di 6. 281 spettatori, circa 55mila euro a partita. Molto più difficile confrontare i ricavi pubblicitari (l’anno di Braglia si fece un pienone di quasi 600mila euro secondo gli addetti ai lavori) e quelli derivanti dalle sponsorizzazioni; è chiaro però che la serie B, in prospettiva, consente di sperare anche in grossi sponsor nazionali e internazionali, la Lega Pro invece no. Si potrebbe ipotizzare che in Lega Pro gli stipendi siano molto più bassi che in B: errore. Sono più bassi in media, questo è ovvio, ma i giocatori di prima fascia in Lega Pro guadagnano quanto e più rispetto alla media in serie B. Il club quindi ha interesse a cercare di salvare la categoria, sia per il prestigio che per il portafogli: per arrendersi c’è sempre tempo.
Il sondaggio. Sul nostro sito www. iltirreno. it/pisa è presente un sondaggio a cui tutti possono partecipare: “Un motivo su tutti per crederci ancora”. Quattro le opzioni: la reazione contro l’Avellino, il sostegno dei tifosi, la grinta di Gattuso, il recupero di qualche infortunato.
Antonio Scuglia

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