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Pisa al lavoro per la sfida di Pasquetta con l’Avellino 

Pisa al lavoro per la sfida di Pasquetta con l’Avellino 

Mister Gattuso cerca di ottimizzare le risorse in vista del finale di campionato Allenamenti mirati per i giocatori nerazzurri alle prese con problemi fisici 

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PISA. Prosegue la preparazione dei nerazzurri in questa lunga settimana di lavoro sul campo che precede l’inizio di un susseguirsi di match difficili e importantissimi. Lunedì prossimo, nel giorno di Pasquetta, i nerazzurri torneranno in campo all’Arena Garibaldi per affrontare l’Avellino (calcio d’inizio alle 18) e pochi giorni più tardi dovranno raggiungere la Sicilia per il match di campionato contro il Trapani programmato per sabato 22 aprile alle ore 15.
Neanche il tempo di tornare in città e sarà nuovamente campionato con il turno infrasettimanale (l’ultimo della stagione) che martedì 25 aprile (ore 15) porterà all’Arena Garibaldi la Pro Vercelli. Quindi nuova lunghissima e difficile trasferta in casa del Bari (sabato 29 aprile, ore 15.00). In totale 4 partite in 13 giorni.
Le forze in campo. Mister Gennaro Gattuso, assieme al suo staff, sta cercando di ottimizzare le risorse fisiche e mentali della squadra, lavorando anche sul fondamentale pieno recupero di alcuni giocatori alle prese con problemi fisici di varia natura. Un lavoro portato avanti anche con sedute terapeutiche personalizzate e allenamenti specifici. La squadra si allenerà anche oggi e nel giorno di Pasqua prima di radunarsi all’Arena Garibaldi per il consueto ritiro pre-gara.
Commento sul Milan. Gennaro Gattuso, tecnico del Pisa e bandiera del Milan di Silvio Berlusconi, parla a Sky Sport 24 del closing societario. «Lascia un uomo che ha fatto grande il Milan. È una grande perdita, ma spero che la nuova proprietà faccia tornare grande il Milan. Berlusconi ha preso il Milan in un'aula di tribunale e l'ha fatto diventare uno dei più grandi club al mondo. Chapeau. Il ricordo più bello? È stato un sogno lungo tanti anni. Ho giocato con giocatori unici, è stato straordinario. Ho sempre tifato Milan, sin da piccolo. È stata una scuola di vita, una macchina perfetta. Ci sono stati grandi campioni, trattati in modo fantastico. Se mi chiamassero? Ci sono altri giocatori più importanti che hanno fatto la storia del Milan. Sto facendo un percorso diverso ma il club è rimasto nel cuore e non si può dire di no. Ho un percorso da finire, poi vedremo. Le vicende extracampo? Non è mai mancata la gestione quotidiana. Oggi il club è stato venduto ma ora la priorità è fare risultati e tornare in Europa. Il Milan non può permettersi di stare ancora fuori dall'Europa, deve tornare nel suo habitat naturale. Cosa fare ora? I giocatori forti, da soli, non sono sinonimo di vittoria. Non bisogna scordarsi la storia: la Juventus ha fatto del gruppo storico e della loro fame la propria forza».

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