Il dolore
Tuttocuoio a Cremona per rialzare la testa
Il direttore sportivo Umberto Aringhieri chiede ai neroverdi di reagire dopo due sconfitte
PONTE A EGOLA. Si conclude sabato sul campo della Cremonese il “ciclo di ferro” per il Tuttocuoio: dopo le nette sconfitte sul campo dell'Alessandria e all'Ettore Mannucci con il Piacenza, la truppa di Luca Fiasconi cercherà l'impresa sul terreno dei grigiorossi. Inevitabile però tornare ad analizzare la netta battuta d'arresto contro gli emiliani: «Doveva essere la partita maggiormente alla portata delle tre, ma si è rivelata anch'essa molto difficile», dice il direttore sportivo Umberto Aringhieri.
Il dirigente recrimina per l’episodio decisivo a inizio gara: «Rigore contro ed espulsione di Tiritiello hanno avuto grande rilevanza, poi il raddoppio degli emiliani ha influito negativamente sul morale della squadra. Poi avremmo potuto riaprire la partita se l'arbitro avesse fischiato il rigore a Ferrari, o nell'occasione capitata a Falivena anche se non sarebbe stato semplice recuperare in inferiorità numerica».
Anche la prossima partita appare proibitiva contro l'unica antagonista della capolista Alessandria: «Non ci possiamo permettere di giocare dimessi. I punti in palio sono sempre meno quindi dobbiamo andare in Lombardia convinti e determinati perché si deve cercare di ottenere qualcosa in ogni partita. La classifica ci vede distanziati di tre lunghezze dalla sestultima e dobbiamo fare in modo che questo distacco non aumenti nelle prossime partite». Skekiladze e Provenzano sono rientrati in gruppo, anche se il loro rientro fra i titolari è tutto da verificare per la gara di Cremona.
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