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"Il campo di La Rotta? Era 'caldo' come il San Mames di Bilbao"

Roberto Grazzini
"Il campo di La Rotta? Era 'caldo' come il San Mames di Bilbao"

Il presidente dell'Associazione degli allenatori italiani ricorda i suoi trascorsi sui campi della provincia infarcendo il racconto con numerosi e divertenti aneddoti

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A 76 anni da poco compiuti, a Renzo Ulivieri non è passata certo la voglia d'allenare. Gli piace ancora insegnare e far tardi sul campo. La sua passione attuale sono le donne, è cioè le granata del Pontedera che guida da due stagioni in C femminile. «L'anno scorso andavamo meglio ma comunque va bene così». Parliamo di calcio della provincia a pochi minuti dalle 23. L'ora giusta per tornare indietro con la mente, senza rumori esterni, a quei bei derby d'una volta, quasi per smascherare segreti mai detti o aneddoti particolari. Ma è tutto molto più solare, nonostante le lancette sull'orologio, di quel che sembra.

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La prima “indiscrezione” viene confermata dall'attuale presidente dell'Associazione allenatori. «Da ragazzo La Rotta-San Miniato aveva un sapore particolare, specie quando noi (il San Miniato) andavamo da loro. Era un po' come giocare al San Mames di Bilbao, prima dell'attuale ammodernamento, con le dovute proporzioni. Mi ricordo in special modo questo Franchi, portiere che non aveva paura di nulla, una sorta di eroe paesano. Era un calcio genuino. Si, qualche cazzotto magari in tribuna, o in campo, volava. Poca roba, però, perché eravamo tutti amici. Le sfide con le squadre limitrofe erano una festa, a cui nessuno voleva mancare, da vivere tutte d'un fiato appiccicati alla rete di recinzione… se c'era. La televisione, nel bene o nel male, ha allontanato le folle da questi eventi. C'è poco da fare. Chi fa il presidente adesso di una società dilettantistica è un santo, o poco ci manca. Tanto impegno e tanta fatica e poca riconoscenza».

E da calciatore? «Per la mia esperienza pedatoria, il derby dei derby poteva essere solo Cuoiopelli-Pontedera e viceversa. La classica gara che volevi giocare anche zoppo o con la febbre a 40, sia a livello di prima squadra che di settore giovanile. Quante battaglie...». A proposito dei giovani, il buon Renzo intravede uno spiraglio. «Il lavoro di chi si occupa della crescita tecnica dei ragazzi mi pare migliorato. È fondamentale per il movimento, anche perché i vivai devono avere priorità assoluta». L'ultima curiosità è sul suo derby personale, e non di provincia, ma di stretta attualità e di vicinanza: il duello tra Fucecchio (che ha allenato a più riprese) e ovviamente San Miniato Basso. In palio c'è la promozione in Eccellenza. «So che sono appaiate in vetta a sette giornate dalla fine - chiude - e che nessuna delle due difficilmente mollerà l'osso. Visti i miei natali, credo che capirete per chi tiferò…». Buonanotte mister.

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