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Magico Srl ricapitalizza per 1,8 milioni. Prossima tappa: il Cda
PISA. Come da programma, ieri mattina si è svolta l’assemblea straordinaria di Magico Pisa Srl, il soggetto giuridico che dalla settimana scorsa è proprietario del 100% delle quote sociali dell’Ac...
PISA. Come da programma, ieri mattina si è svolta l’assemblea straordinaria di Magico Pisa Srl, il soggetto giuridico che dalla settimana scorsa è proprietario del 100% delle quote sociali dell’Ac Pisa 1909.
La sede scelta non è stata Milano ma Pisa, e si tratta per la precisione dello studio del notaio Angelo Caccetta. La nuova compagine societaria, che aveva già versato due milioni di euro, ha deliberato la ricapitalizzazione di circa 1,8 milioni (esattamente 1 milione 778mila) risultante dal bilancio al 30 giugno scorso, ovvero la differenza fra la perdita di esercizio (circa 3 milioni) e gli 1,2 milioni di poste attive accantonate nel frattempo. «Ora - dice Giuseppe Corrado, amministratore unico pro tempore del club - inizieremo a gestire il nuovo anno sulla base del bilancio preventivo fatto dai vecchi soci, anche se ci siamo già resi conto che bisognerà riguardare tutte le cifre con attenzione».
All’assemblea era presenta Giovanni Corrado, come consigliere delegato dei soci (Magico Srl ha il 20%, Viris Spa il 60% e Unigasket Spa il 20%).
Ancora Giuseppe Corrado: «Dopo quella di ieri non sono previste altre assemblee straordinarie, dalla metà di gennaio penseremo a costituire il Cda».
L’assemblea è iniziata presto, alle 8,15 di mattina, e al termine i Corrado si sono messi subito in viaggio in treno verso Roma, da dove hanno poi proseguito in direzione Benevento per accogliere la squadra.
Significativa la scelta del notaio: Angelo Caccetta infatti segue da molto tempo le vicende nerazzurre e fin dal 2009 insieme ad altri tifosi ha iniziato a gettare le basi dell’azionariato popolare. «Ne abbiamo parlato anche oggi - spiega il professionista pisano, - sono stato delegato a presentare alla nuova proprietà il progetto e mi ha fatto molto piacere vedere che sono disposti a parlarne in un prossimo futuro. La nostra idea di fondo infatti non cambia: accanto a un imprenditore o a un gruppo di imprenditori che gestiscono direttamente la società, avrebbe un grande rilievo che il “bene Pisa” come bene del territorio fosse condiviso dalla tifoseria con una quota di minoranza, in modo che la partecipazione alla vita del club e della squadra fosse più diretta e incisiva, anche dal punto di vista emotivo.
Prima ancora dell’assemblea, la nuova proprietà aveva provveduto intanto a iniziare a saldare gli stipendi lasciati in sospeso dai Petroni: «Solitamente - ha ricordato Giuseppe Corrado a 50 Canale - si attende il Cda prima di effettuare questi pagamenti, ma noi eccezionalmente li abbiamo fatti parlandone coi commercialisti. Era la ragione per cui speravamo di chiudere l’operazione entro il 16 dicembre, evitando di prendere tre punti di penalità, visto che i termini dell'accordo erano gli stessi con i quali si è chiuso dopo aggiustando solo qualche piccola cosa. Quando sono passato dal campo per confermare la richiesta di bonifico ho visto una squadra serena non tanto per gli stipendi, ma per la serenità acquisita». (a.sc.)
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