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Pontedera

quel santo di indiani

PONTEDERA. Finalmente una vittoria, finalmente una gara condotta in porto senza subire reti, finalmente una boccata d'ossigeno. Mister Paolo Indiani, dopo la vittoria del Pontedera a Prato, non...

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PONTEDERA. Finalmente una vittoria, finalmente una gara condotta in porto senza subire reti, finalmente una boccata d'ossigeno. Mister Paolo Indiani, dopo la vittoria del Pontedera a Prato, non poteva esordire con una parola diversa: «Finalmente». Domenica i granata, in casa dell'ultima in classifica, dovevano vincere per mantenere in vita il sogno salvezza. E i tre punti sono arrivati, al termine di una prova compatta e organizzata.

La squadra ha messo in campo concentrazione, spirito di sacrificio e polmoni. Ma una vecchia volpe come Paolo Indiani non si fa abbagliare dal risultato e analizza la prestazione con lucidità: «Abbiamo vinto - spiega il tecnico - ma abbiamo fatto la stessa prestazione proposta in altre 6-7 partite dall'inizio del campionato. Solo Cremonese e Lucchese ci hanno messo sotto, negli altri incontri siamo sempre stati in partita».

E allora cos'è successo, a Prato, di diverso?

«Semplice - prosegue Indiani - non abbiamo commesso svarioni nei vari reparti. Se prendiamo in esame le ultime 8-9 gare di campionato, si notano chiaramente delle disattenzioni clamorose da parte dei singoli o dell'intero pacchetto. A Prato siamo stati concentrati, anche se nella parte conclusiva del primo tempo abbiamo avuto un po' di paura nel gestire la palla».

Il cerchio composto dai giocatori in mezzo al campo, a fine partita, parla di un gruppo giovane, che ha bisogno di certezze per esprimersi al meglio, e che a causa delle ripetute sconfitte, nell'ultimo periodo, aveva perso completamente la bussola. Prima della partita, Indiani ha parlato ai suoi senza giri di parole: «Ho detto loro che dal punto di vista dell'impegno non ho nulla da rimproverare, ma non basta. Per fare risultato occorre massima attenzione sempre, e convinzione», dice ancora Indiani, che ha già la testa proiettata all'impegno con l'Arezzo, domenica alle 18,30 al Mannucci: «Un appuntamento che capita nel momento giusto. Dovremo dimostrare di essere cresciuti, e l'avversario che ci troveremo di fronte è uno dei più attrezzati del girone. Se giochiamo con la stessa concentrazione con cui abbiamo affrontato il Prato possiamo fare risultato».

Infine, il mister ringrazia la società per il sostegno delle ultime settimane: «Nonostante i risultati negativi, non mi sono mai sentito in discussione. Per un allenatore lavorare con la fiducia della proprietà è il massimo».

Tommaso Silvi

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