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Il Pontedera a Prato può raddrizzare una stagione avara

Il Pontedera a Prato può raddrizzare una stagione avara

Contro il fanalino un match da non sbagliare per risalire Lo hanno capito anche i tifosi, in massa al Lungobisenzio

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PONTEDERA. Dentro o fuori. Cominciare la corsa verso la salvezza o mettere una punta del piede in serie D. Domani a Prato, per il Pontedera non esisteranno le mezze misure. O tutto, o un pericolosissimo "niente" vestito di nero e incappucciato: perché in caso di sconfitta al Lungobisenzio, lo spettro della retrocessione comincerebbe davvero a farsi vedere in modo nitido nello spogliatoio granata.

Sarà una domenica delicata, fondamentale, storica, comunque vada. E a renderla ancora più particolare ci penseranno i tifosi, che sono pronti a riversarsi in massa nel settore ospiti. Un gesto d'amore massiccio e compatto, quasi sorprendente in un periodo critico come quello che stanno attraversando Vettori e compagni. Mercoledì sera i posti sul pullman organizzato dagli ultras erano già esauriti. In molti raggiungeranno Prato in auto per sostenere il Pontedera. Un esodo granata inaspettato, figlio del sentimento di affetto che la città nutre nei confronti della squadra, in netta difficoltà.

Quasi come se la classifica disperata degli uomini di Indiani avesse "commosso" i tifosi, pronti a fare la loro parte sugli spalti, incitando i giocatori nella speranza che il treno di sconfitte, 7 nelle ultime 8 partite, sia finalmente e definitivamente passato.

Il popolo granata dunque si stringe attorno a Vettori e compagni nella domenica, si può dire tranquillamente, vista la classifica, più importante della stagione. E se da una parte c'è l'amore incondizionato per la maglia granata, dall'altra la pazienza della tifoseria è giunta al limite: «Il tempo della comprensione è finito. Vogliamo gente che lotta - hanno scritto gli ultras nei giorni scorsi in comunicato - che corre su ogni pallone, che dà l'anima. Senza scuse. A Prato il nostro incitamento non mancherà, ma in campo vogliamo undici leoni»: a 24 ore al match della verità il cuore granata batte forte.

Tommaso Silvi

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