Gioco
I rintocchi di campanile dell’ex Aringhieri
Domenica di festa: il giorno di Pontedera-Tuttocuoio è domani, visto che gioca alle 20.30, ma la vigilia è di attesa per entrambe: sia per la rivalità sportiva che per la classifica poco...
Domenica di festa: il giorno di Pontedera-Tuttocuoio è domani, visto che gioca alle 20.30, ma la vigilia è di attesa per entrambe: sia per la rivalità sportiva che per la classifica poco rassicurante. Sulla scrivania del Tuttocuoio siede un grande ex, Umberto Aringhieri (nella foto) il quale dopo aver affrontato il Pontedera da avversario, quando col padre Romano era alla guida del Ponsacco negli anni Novanta, fra il 2010 e il 2012 mise la sua esperienza al servizio dei granata contribuendo alla rinascita. Quello di domani sera per lui è una partita speciale: «Un derby è sempre una partita che va al di là dei 3 punti - commenta Umberto Aringhieri- e vorrei si riuscisse a dare una soddisfazione a tutta Ponte a Egola e a tutti coloro che lavorano ogni giorno per la società dando il massimo. Avrò la possibilità di ritrovare amici, che saluterò prima e dopo la partita con grande piacere. I due anni passati al Pontedera sono stati belli, siamo riusciti a porre le basi per la squadra del futuro che fa molto bene nei professionisti. Eravamo partiti senza sapere in quale categoria venivamo inseriti, al primo anno arrivò il secondo posto, mentre nella seconda giunse la promozione in Lega Pro con molti record battuti. Tornando al derby, tengo a sottolineare che siamo avversari e non nemici e naturalmente nei 90' ognuno penserà alla propria squadra». Il Tuttocuoio arriva a questa partita forte delle ottime prestazioni fornite contro Alessandria, Piacenza, e Cremonese, che però hanno portato soltanto un punto. Aringhieri ripete il concetto espresso nei giorni scorsi dal tecnico Fiasconi e da Falivena: la necessità di fare punti: «La squadra è carica e motivata, ci mancheranno due elementi importanti in difesa come Falivena e Mulas, ma come ho detto anche ai ragazzi questa circostanza deve rappresentare - conclude Aringhieri - l’occasione per coloro che hanno giocato meno di dare il massimo e non farli rimpiangere, e mettere in “difficoltà” il mister quando torneranno disponibili per la scelta». Stefano Scarpetti
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