Gioco
Pisa, «una delle offerte è interessante»
La società interviene sulla vendita. Dana: serve più tempo per le verifiche, intanto presento la proposta ufficiale
PISA. La Lega di serie B, con il suo presidente Andrea Abodi, ha terminato la prima parte del lavoro nella veste di advisor della famiglia Petroni per quanto riguarda la cessione dell’Ac Pisa. Prima parte che è consistita nel raccogliere le offerte dei potenziali compratori (addirittura di sei soggetti) dopo averne verificato le reali intenzioni. Passo successivo quello della scrematura o meglio quello di ricevere le manifestazioni di interesse nero su bianco. Insomma un conto è chiamare Abodi per comunicargli di voler acquistare il Pisa, altra cosa è far seguire questo contatto da un documento ufficiale in cui si propone un percorso soprattutto dal punto di vista economico.
Le prime offerte ufficiali arrivate sul tavolo della Lega sono state già inoltrate alla proprietà. Ricordiamo sempre che Lorenzo Petroni ha firmato ad Abodi, nella sua veste istituzionale, il mandato a vendere e cioè il compito di fare da filtro e garante per compratori e venditore; l’ultima parola e la firma sulla cessione spettano però sempre alla proprietà romana. Proprietà che ha visionato le offerte, «una delle quali - fanno sapere ambienti molto vicini alla famiglia Petroni - molto interessante».
Tra le offerte che Abodi non ha ancora valutato c’è quella del fondo Sportativa. Pablo Dana ed il direttore del fondo Abdul Wahab Al-Halabi hanno incontrato domenica a Roma il numero uno della Lega per ricucire, se così possiamo dire, i rapporti dopo l’incontro di San Rossore. Sportativa ha confermato il proprio interesse a proseguire nel tentativo di acquisto del Pisa come ci ha detto Dana annunciando che proprio oggi sarà presentata la loro lettera di intenti. «Non voglio dare molti dettagli - spiega il rappresentante del fondo di Dubai - ma abbiamo avuto tempo fino a domani (oggi, ndr) per inviare la lettera di intenti che i nostri legali stanno ultimando. Abbiamo solo chiesto un po’ più di tempo per la due diligence, visto che il margine imposto da Abodi era troppo corto».
Se sul fronte vendita il percorso pare essere stato imboccato, rimangono i problemi che - come ha più volte definito Gennaro Gattuso - «riguardano la quotidianità». A tale proposito il mister nerazzurro nel dopopartita di martedì ha affermato che «Abodi ha detto che forse arriverà qualcuno a darci una mano, almeno fino a quando non si sistemerà la situazione societaria: di un riferimento c’è bisogno, di qualcuno che ci metta la faccia e si prenda le responsabilità. Io devo fare l’allenatore, non posso pensare anche a questo». Quotidianità che vuol dire, prima di tutto, serenità per quei dipendenti che, al contrario dei tesserati federali, non hanno ancora visto saldare le proprie pendenze. Anche su questa vicenda forse qualcosa si sta muovendo. Ieri Ivan Zazzaroni è intervenuto con un suo tweet per affermare che «gli incassi delle ultime due partite in casa saranno destinati ai dipendenti della società non pagati. Hanno vinto i tifosi».
E sul fronte dei conti si attenderebbe ancora il bonifico di 65.000 euro che il Comune deve versare nelle casse dell’Ac Pisa in base alla vecchia convenzione per lo stadio; era stato lo stesso presidente Abodi a sbloccare quei soldi dei quali la società non conferma ancora l’arrivo. Peraltro, fanno sempre sapere ambienti vicino alla proprietà, l’attuale liquidità permette comunque di far fronte alle normali spese, a cominciare dal pagamento delle trasferte.
Intanto è un Pisa cattivo, determinato e anche bello quello visto l’altra sera all’Arena contro la capolista Verona. I nerazzurri hanno imposto lo 0-0 alla corazzata di Pecchia non tanto per ragioni di cuore, ma di quantità, qualità e pragmatismo, andando anche più vicina al gol della vittoria rispetto agli avversari. Scaligeri più bravi nel palleggio, Fossati e Zuculini sono di un’altra categoria, ma incapaci di scavalcare i difensori nerazzurri puntando quasi costantemente sul gioco.
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